Pagina:Salgari - La Stella Polare.djvu/44

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36 Capitolo quarto

terra e parecchie botti, contenenti per lo più pesce secco; poi, verso il mattino, in presenza della popolazione, che era accorsa in gran numero sulla gettata durante la notte, la Stella Polare levava silenziosamente le ancore, prendendo nuovamente il largo.

Qualche ora dopo, la nave si trovava già all’altezza del fjord di Langesund, baia assai profonda che mette capo ad una fiorente e graziosa cittadina: Porsgrund.

Il tempo si era un po’ rimesso al bello, però dal largo montavano ancora delle ondate, piuttosto grosse, le quali andavano ad infrangersi, con assordanti fragori, contro i frastagliamenti della costa.

La Stella Polare si comportava però splendidamente, quantunque fosse molto carica. Quella veterana dei ghiacci, malgrado i suoi numerosi anni, balzava agilmente sulle onde e le tagliava vigorosamente con la prora, facendo schizzare in alto sprazzi di spuma bianchissima.

Alcuni velieri apparivano verso il sud e anche verso l’ovest, diretti nel mare del Nord; a poppa della nave si vedeva, di tratto in tratto, montare a galla qualche grosso delfino.

In alto invece pochi gabbiani e qualche rara procellaria che fuggiva radendo quasi le onde.

La costa norvegese, che si disegnava nettamente alla distanza di poche miglia, offriva di quando in quando degli spettacoli bellissimi che attiravano l’attenzione perfino del Duca.

Le spiagge della Norvegia meridionale non sono frastagliate come quelle occidentali, però anche quelle hanno fjords numerosissimi che s’addentrano entro terra, come quelli di Kragerò, di Söndeled, di Christiansand e anche moltissime isole e isolette, che sembrano messe là appositamente per difendere le coste dagli urti poderosi e costanti dello Skager-Rak.

Entro quelle baie profonde, che s’addentravano fra colline e montagne coperte di pini e di larici, apparivano villaggi graziosi annidati fra le rupi delle spiagge, oppure si mostravano quasi improvvisamente delle cittadelle dinanzi alle quali si vedevano ancorati non pochi velieri, oppure delle barche pescherecce colle candide vele sciolte al vento.

Qualche volta la costa si alzava dirupatissima, frastagliata e ta