Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/140

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Solo allora si accorse che delle ondate di fumo s'avanzavano, strisciando lungo la vôlta della galleria.

Carramba!... – esclamò, impallidendo. – Quei furfanti si preparano ad affumicarci entro la trappola come fossimo bestie feroci!...

– E per fare più presto bruciano rami verdi e grappoli di pepe – aggiunse uno dei due marinai. – Noi non potremo resistere a lungo, signor tenente, ve lo...

Un furioso colpo di tosse gl'interruppe la frase.

– Mille pescicani! – gridò Cordoba, che cominciava già a tossire ed a sternutare fragorosamente, mentre delle grosse lagrime gli scendevano dagli occhi.

– In ritirata!

Girarono sui talloni e fuggirono precipitosamente, onde non venire soffocati da quel fumo acre che già s'inoltrava attraverso la galleria in fitte ondate.

In pochi minuti raggiunsero la marchesa, la quale cominciava pure a tossire, essendo il fumo giunto anche là.

– Cordoba – diss'ella, udendo i passi del lupo di mare. – Ci affumicano?

– Sì, per centomila balene! – rispose il tenente. – Quelle canaglie ci hanno promesso di farci capitolare presto ed ora mi accorgo che avevano ragione.

– Cosa facciamo?... Fra pochi minuti l'aria diverrà irrespirabile, se questo fumo continua ad avanzarsi.

– Non ci rimane che di arrenderci o di farci uccidere.

– Impegniamo la lotta adunque! – esclamò la marchesa, con tono deciso.

– No, signora – rispose Cordoba. – Vi è del tempo a morire.

– Cosa speri ancora?

– Di sfuggire più tardi agl'insorti.

– E di arrenderci? – chiese la marchesa, con accento di dolore.

– Non abbiamo altra prospettiva, pel momento.

– E perderemo l'Yucatan, la mia nave!

– Bah!... L'Yucatan non è una scialuppa da prendersi così facilmente.

– Ma se ci arrendiamo?

– Ebbene?

– Pel nostro riscatto esigeranno di certo la nave ed il suo carico.