Pagina:Salgari - La capitana del Yucatan.djvu/46

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44 Capitolo quinto

— A menadito.

— Credi che ci sarà facile raggiungerla?...

— Sì, se non veniamo arrestati al capo Sant’Antonio.

— Poggiamo verso il sud adunque e che Dio ci protegga — concluse la marchesa.

L’yacht guidato dalla robusta mano di un erculeo pilota, veleggiava verso il capo, spinto da una leggera e fresca brezza mattutina che soffiava da ponente.

La costa del Yucatan non era allora lontana più di due miglia e appariva quasi deserta. Solamente di tratto in tratto, a grandi distanze però, si vedeva qualche gruppetto di capanne situate in fondo a qualche piccolo seno e qualche canotto montato probabilmente da pescatori indiani.

Velieri o battelli a vapore non se ne scorgeva invece nessuno, per quanto l’equipaggio girasse gli sguardi in tutte le direzioni.

Verso le 10 l’yacht, dopo d’aver superato felicemente un grande banco roccioso che difendeva la costa dai ruvidi baci del mare, girava il capo Catoche, lanciandosi nelle azzurre acque dello stretto di Yucatan.

Il timore di trovarsi improvvisamente dinanzi all’incrociatore veduto durante la notte, aveva fatto accorrere in coperta quasi tutto l’equipaggio; fu subito assicurato, poichè alcuna nave, almeno in quel momento, si scorgeva sulla linea dell’orizzonte. Guardando invece verso oriente, si vedevano delinearsi come una leggera nebbia, le alte montagne di Cuba.

Un sospiro di soddisfazione sfuggì da tutti i petti, poichè ormai vi era in tutti la convinzione di attraversare felicemente lo stretto e di trovarsi ben presto dinanzi al capo Sant’Antonio.

Già la marchesa si rallegrava e stava per dar ordine di far preparare la colazione, quando Cordoba, che era salito sulla crocetta dell’albero maestro, lanciò, come una doccia gelata, queste tre parole che dovevano avere un significato disastroso:

— Incrociatore in vista!... —

Udendo quell’annuncio, un rapido pallore aveva scolorite le guance della marchesa, ma s’era con altrettanta rapidità dileguato, mentre una viva inquietudine aveva invaso l’equipaggio.

L’improvvisa comparsa di quel vascello, quando già tutti lo credevano ormai lontano e si tenevano quasi sicuri di giungere a Cuba senza altri incontri, non poteva produrre di certo una buona impressione, sia pure fra persone decise e che avevano fatto dono della loro vita alla patria, tanto più che in quel momento l’yacht si trovava completamente privo dei suoi mezzi di difesa.

La marchesa però aveva subito riacquistato il suo straordinario sangue freddo e la sua audacia.

— Ah!... È così? — diss’ella. — Va bene, ci troveranno preparati. —