Pagina:Salgari - La stella dell'Araucania.djvu/24

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search
24 Capitolo II.


— È inutile, se noi dobbiamo rimorchiare la balena alla spiaggia. Li leveremo più tardi.

— Vediamo prima se hanno altre carte. —

Il pescatore, quantunque provasse un profondo senso d’orrore a toccare quei cadaveri, frugò le loro tasche, assai ampie, che si aprivano dietro il dorso; ma non trovò che un coltello, una pipa, due borse da tabacco vuote, ed un pezzo di matita che pareva fosse stata rosicchiata.

Si mise tutto nella larga cintura di lana che gli stringeva la casacca, poi s’aggrappò alla fune, facendo segno a José di seguirlo.

I minatori, che erano rimasti nella scialuppa, li attendevano con impazienza ed anche con angoscia.

— Sono morti? — chiesero tutti, quando il vecchio e José furono nella scialuppa.

— E da parecchie settimane, — rispose il baleniere, il quale pareva che frenasse a stento le lagrime.

— Chi sono?

— Miei amici.

— Ma chi....? —

Il pescatore, invece di rispondere, fece cenno di riprendere i remi, indicando Porto Stokes.

I minatori, aiutati da José, allontanarono la scialuppa che le onde minacciavano di travolgere, scagliandola contro il capo della balena, assicurarono la catena all’anello di ferro della poppa e si misero ad arrancare poderosamente, rimorchiando l’enorme massa.

Il vecchio Pardoe, seduto a poppa, cupo e triste, non aveva più pronunciato una parola. Solo, di quando in quando, si passava furtivamente la callosa sinistra sul volto rugoso, per asciugare probabilmente qualche lagrima.

— Povero vecchio, tu pensi a Mariquita, — gli disse José, dolcemente. — Forse la disgrazia non è avvenuta;