Pagina:Satire (Orazio).djvu/126

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Così d’un convitante. A lui risponde
110Nasidieno: Oh buono e dolce amico,
Propizio ogni tua voglia il Cielo adempia:
Poi fa portarsi le pianelle e parte.
Veduto avresti allor l’un nell’orecchio
All’altro susurrar di letto in letto.
115Or. Deh quanto volentier goduto avrei
Sì bella scena! Ma prosegui in grazia
La sollazzosa istoria. Fond. A’ servi cerca
Vibidio, se le bocce anco son rotte,
Che vin più volte ha chiesto, e mai nol vede:
120Mentre pretesti alle dirotte risa
Cerchiamo, e Balatron sostiene il lazzo,
Ecco riede il padron tutto nel volto
Rasserenato, e ben disposto i torti
Della fortuna a riparar con l’arte.
125Veniangli dietro i servidor portando
In un piatto real divisa a brani
Una gru sparsa di gran sale e farro,
D’un’oca bianca il fegato ingrassato
Con grossi fichi, e d’una lepre il tergo,
130Che staccato da’ lombi, egli dicea,
Ha un sapor più soave e delicato.
Vedemmo anco imbandir non so quai merle