Pagina:Satire (Orazio).djvu/14

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95Io risponda in amor, con questa legge
Appo me troverà stadera uguale.
Se non vuoi che l’amico si disgusti
Delle tue natte, i suoi bitorzi escusa:
Chi per se vuol perdon, perdoni altrui.
100In somma giacchè in tutto sradicarsi
Non può nè l’ira, nè quant’altri vizj
S’attaccano agli stolti, e perchè dunque
Ragion non usa le misure e i pesi
Convenienti, nè a ciascun delitto
105Secondo il merto lor fissa il gastigo?
Se taluno mettesse in croce un servo,
Perch’egli nel levar di mensa i piatti
Trangugiò qualche pesce smozzicato,
E un po’ di salsa, tra i cervelli sani
110E’ si dirìa di Labeon più pazzo.
E pur quanto è maggior tua frenesìa?
Fa un lieve error l’amico, a cui se nieghi
Compatimento, ognun ti tien per aspro
E per rubesto, e tu l’abborri e sfuggi,
115Come fanno Drusone i debitori,
Che se al primo del mese i cattivelli
Pronti non son a snocciolargli il frutto
O il capital, quai servi a collo teso