Pagina:Satire (Orazio).djvu/29

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N’andammo a letto: che non è tal gioco
Per chi pate mal d’occhi o mal di pancia.
Quinci partiti oltre all’ostel di Caudio
70La ricca villa di Cocceo m’accolse.
Or tu in breve Sermon, Musa, rammenta
A me qual surse tra Cicerro Messio
E Sarmento buffon fiero contrasto,
E qual d’ambo costor fusse la schiatta.
75Messio dagli Osci trasse il nobil sangue;
Sarmento ha viva ancor la sua padrona.
A rissa vien l’illustre coppia; e primo
Sarmento dice all’altro: veramente
Tu somigli un indomito rozzone.
80Noi sorridiam. Messio risponde, ho inteso,
Crollando il capo, e l’altro, o se non fosse
Stato reciso alla tua fronte un corno,
Che mai faresti, se scornato ancora
Ardisci minacciar? Cicerro avea
85Da sozza circatrice a man sinistra
Sformato il ceffo setoloso ed irto.
Dopo molto burlar sul mal campano
E su la brutta faccia, il prega a fare
Il ballo del Ciclopo, non avendo
90Di maschera mestier nè di coturno.