Pagina:Satire (Orazio).djvu/35

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Sotto di me, perchè al presente è quello
Ch’era un giorno mio padre. E che? Ti sembra
Esser perciò forse un Messalla o un Paulo?
Ma colui, se girassero pel foro
70Tre funerali, e ben dugento carra,
Fuor manderebbe un suon da soverchiare
E corni e trombe. Questo almen ne appaga.
Or fo ritorno a me, che figlio sono
D’un libertino, e come tal mi morde
75Oggi ognun, perch’io sono, o Mecenate,
Tuo commensale, e in altra età, perch’era
A me soggetta una legion Romana.
Cose son queste assai tra loro diverse.
E se a me forse alcun potea quel grado,
80Non a ragione invidìar del paro
Può la tua grazia e tanto più, che accorto
Se’ nel trascer persone degne e scevre
Da insana ambizion. Non io felice
Posso chiamarmi, quasi fosse in sorte
85A me dal caso il tuo favor concesso.
Non il caso recommi a te davante;
Prima fu il buon Virgilio e poi fu Vario,
Che palese ti fer qual io mi fussi.
Quando innanzi ti venni, in poche e tronche