Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/293

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note 237

palazzi stavano grossi cani per assalire; e Artemidoro narra che alcuni contentavansi di farne dipingere, o porre in rilievo sulla parete presso la camera del custode con questa iscrizione CAVE CANEM; locchè fece dire a Varrone nel T. delle Eumenidi Cave canem inscribi jubeo. Alcuni credono che tali parole rinchiudano una morale, cioè di stare in guardia de’ maldicenti, che abbaiano contro tutti. Nota del signor Nodot.


Pag. 37, lin. 26.

Alcuni trovano in questa descrizione un doppio senso.


Pag. 38, lin. 17.

I Sestiviri o Seviri augustali, erano confraternite, o sacerdozj istituiti in onore d’Augusto imperatore, dopo che venne deificato. Così Claudio, Flavio, Vespasiano, Elvio, Pertinace, Adriano, ed altri essendo stati posti nel novero degli Dii, ne ebbero i sacerdoti che dicevansi seviri, o sodali Claudiali, Flaviani, Elviani, Adrianali, ecc. Il Sevirato era però una dignità ad tempus, che poteva essere confermata, come rilevasi dalle antiche lapidi riportate dagli storici, e dagli antiquarj.


Pag. 38, lin. 30.

Inciviltà e funesto augurio sarebbe stato entrare ne’ templi, o nelle case de’ grandi, cominciando col piede sinistro.


Pag. 39, lin. 5.

Sesterzj piccoli, cioè poco più di cinque paoli romani.


Pag. 39, lin. 11.

Fu sempre costume che i maggiori venissero ne’ giorni anniversarj della loro nascita regalati dai minori. I clienti mandavan presenti, i poeti recitavano versi, e così del resto. Simili regali si facean pure, e si fanno gli amici fra loro, perchè l’uso de’ regali reciproci fu sempre in voga presso ogni nazione civilizzata.


Pag. 41, lin. 35.

L’uovo di pavone era uno de’ più cari alimenti ai