Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/295

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note 239

istromento onde render più grate le corse de’ carri, come ad imitazion degli antichi (salva la diversità degli istromenti) usiamo noi pure in tali occasioni. Veggasi Svetonio in Ner.


Pag. 45, lin. 7.

Nella religion de’ romani ammettevasi l’assistenza di un genio particolare a ciascuna persona, presso a poco simile a ciò che si ammette da noi rispetto agli Angioli custodi.


Pag. 45, lin. 10.

Adopero volentieri questa voce corrispondente alla greca tapanta di Petronio, perchè usolla Lalli nell’Eneide travestita, e credo che trovisi anche nel Malmantile.


Pag. 46, lin. 1.

Modo proverbiale per indicare una grande estensione di terreno. Dice Persio nella sat. 4.

Dives arat curribus quantum non milvus oberre.
Giovenale nella 9.


Dic passer, cui tot montes, tot praedia servas
Apula, tot milvos intra tua pascua lassos?


Pag. 46, lin. 26.

Gli spiriti incubi, giusta l’antica credenza, custodivano i tesori nascosti sotto terra, e portavano un cappellino, che bisognava toglier loro dal capo, onde forzarli a dichiarare dove fosse il tesoro.


Pag. 47, lin. 13.

Nella edizione di Bordelot è detto: Nam mihi nihil novi potest adferri; sicut illi fericulo: melleam habuit praxim. Confesso che io non saprei tradurre queste parole, sì che accordassero fra loro. Ma sin dal principio avvertii che non riporto le varie lezioni del mio testo, altrimenti se ne triplicherebbe il volume.