Pagina:Satire di Tito Petronio Arbitro.djvu/88

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32 capitolo ottavo

Su venite adesso qui,
    Su danzate, o bagascioni,
    3Carolate, saltate, o mignoni,
    Qui la coscia ed il fianco vibrate,
    Con la mano ritrosi non siate,
    6Sbarbatelli, castratelli.
    Divertitevi così.


Finita la cantilena costui sputacchiommi con un bacio schifoso, di poi sul letto si stese, e contro il voler nostro ci discoprì. Un pezzo e in molte guise inutilmente mi macinò l’anguinaglia. Colavagli per la fronte insieme al sudore il belletto, ed avea tanto empiastro tra le rughe delle guance, che l’avresti detto un muro dilavato dalla pioggia.

Io non potei trattener più oltre le lagrime: ma al colmo della tristezza vedendomi, deh! signora, sclamai, foste voi certamente, che siffatto baciucchiator mi mandaste.

Ed ella con maggior gentilezza battendo le mani, oh, disse, il furbo che tu sei, oh il grazioso motteggiatore! e non ti sovviene, che al bardassa pur si dice baciucchiatore? allora io, affinchè il mio collega non stasse meglio di me, perdio, sclamai, il solo Ascilto rimarrassene ozioso in questo triclinio?24

Sì? rispose Quartilla; vadasi a baciucchiar anche Ascilto. A quest’ordine il ragazzo cambiò cavallo, e fatto passaggio sul mio compagno, di natiche e di baci l’affogava.

Gitone, che era fra noi, tenevasi i fianchi pel gran ridere; onde Quartilla guardandolo cercò con la più precisa richiesta cui quel donzello appartenesse. E dicend’io ch’egli era mio famigliare, perchè dunque, soggiunse, non mi baciò egli? e chiamatolo a sè gli appiccò un bacio sul viso: indi messagli sotto la mano, e trattone un cotal piuolo non anco esperto, con que-