Pagina:Scarselli - Nelle solenni esequie del celebre filosofo e medico bolognese Giacomo Bartolomeo Beccari - 1766.djvu/19

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pie costumanze investigate della cristiana sua vita55, non cessano di esaltare l’ardente sua carità verso Dio56, la viva fiducia nella redenzione, e ne’ meriti di Gesù Cristo57, il tenero culto verso la Vergine58, l’affettuosa divozione degli Angeli, degli Appostoli, e d’altri Santi, ad intercessori, e protettori suoi specialmente invocati, ed eletti59. Rimembrano altri la sua frequenza alle Chiese, altri la fedele assistenza al Sacrifizio eucaristico dell’Altare60. Chi l’uso non interrotto delle cotidiane sue preci61, chi l’ordinaria lettura di libri sacri e divoti62, e chi ricorda meravigliando le belle massime di civile istituzione, e di Cristiana morale, ch’ei si propose per suo particolare governo, e lasciò scritte di suo carattere63 in tanta strettezza di tempo, in mezzo a tanti e filosofici, e medici impedimenti. Dopo le quali sì onorevoli, e sì concordi attestazioni io ben mi avveggo, che traendo più a lungo le mie parole verrei soltanto la sazietà crescendo e la noja di chi m’ascolta, senza crescere l’estimazione, e soddisfare nel debito modo al merito dell’argomento. E non è già, che a tutti cara non sia e preziosa la rimembranza di un Uomo, il quale in se stesso rappresentando i tre gloriosi caratteri di eccellente Maestro, di ottimo Cittadino, di virtuoso Cristiano, fu il sostegno e l’onore dell’Accademie, la delizia e l’amor della Patria, l’ornamento della Religione, e il conforto della pietà; ma perchè all’altezza de’ pregi suoi l’umiltà non risponde di un povero dicitore, ed alla celebrità del suo nome l’oscurità non conviene di una volgare eloquenza. E chi vorrà dunque dalla colpa prosciogliermi di avere io medesimo non pure con disuguali forze accettato, ma desiderato, ma chiesto, ma incontrato spontaneamente, e quasi voluto il difficile carico di questa impresa? Ah, ch’io so bene, che, se non altri, vorrà certamente scusarmene il mio Beccari. Egli, che vivendo tra noi con tanta umanità mi accoglieva, con tanta sofferenza mi udiva, con tanta distinzione mi amava; Egli, a cui non fu ignota giammai la sincerità del mio ossequio, la purezza della mia fede; Egli, che tutto quant’è vede palesemente il mio cuore, saprà ben Egli