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quelle per le quali la simultaneità o la coordinazione fossero indispensabili alla loro efficienza. Dal levamento delle tende da un luogo per mettersi in cerca di un altro alla scelta della nuova sede sia provvisoria che fissa, dal primo atto di fondazione della propria casa a quello di andarvi ad abitare, dall’adunata e partenza per la caccia alla spartizione e consumazione della preda, non v’è atto economico, collettivo od individuale, che non sia da essa rivestito d’un carattere sacro e così imposto in tutte le sue modalità necessarie all’osservanza generale. Tipici sopratutto a questo riguardo erano i riti e sacrifizi agrari, — quali, p. es., quelli così diffusi in tutto il mondo antico di Adone, Attide ed Osiride, e dei quali si ha ancora oggi un vestigio nel pane azzimo e nell’agnello pasquale, — che, per la stessa loro origine e primitiva significazione, finivano col promuovere, guidare e regolare tutti i lavori dei campi in genere, di seminagione, di mietitura, di irrigazione, e via dicendo1.

Da tale bisogno di disciplinare e regolarizzare tutto l’andamento in genere della vita collettiva trae la sua origine anche la funzione primitiva del calendario, che, come fanno osservare Hubert e Mauss, è essenzialmente religiosa. I primi calendari, infatti, non hanno come primo loro scopo quello di misurare il corso del tempo considerato come una quantità, bensì procedono dall’idea del tempo qualitativo, cioè composto di parti religiosamente eterogenee. Ogni frammento del calendario, ogni parte del tempo, quale essa sia, ha sempre in sè qualche carattere sacro; ogni giorno è una Feria, ogni giorno ha il suo santo, ogni ora la sua preghiera. Ogni momento dell’anno ha così le sue prescrizioni religiose, positive o negative, che imprimono un corso regolare e ordinato a tutto lo svolgersi della vita sociale2.


  1. Cfr. ad es., J. G. Frazer, The Golden Bough, Third Edition, Part IV, Adonis Attis Osiris, London, Macmillan, 1907, in ispecie Libro terzo, Capitolo terzo: The Calendar of the Egyptian Farmer, Rites of irrigation, rites of sowing, rites of harvest; Grant Allen The evolution of the Idea of God, London, The De La More Press, Cap. XIII: Gods of Cultivation, Cap. XIV: Corn- and Wine-Gods; Goblet d’Alviella, Les rites de la moisson et les commencements de l’agricolture, «Revue de l’histoire des religions». Paris, Leroux, 1898.
  2. Cfr. Hubert et Mauss, Mélanges d’histoire des religions, Paris, Alcan, 1909, La représentation du temps dans la religion, pag. 189-229.