Pagina:Scienza - Li Meravigliosi Secreti di Medicina, 1618.djvu/206

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X54 S H C R E 1 I vene gròfjedh’e fanno infiare alle volte i tefiìcol ’ Untato che paiano crepati: equefto db abbiamo pronato vka infinità di notte in coiaimale:dout ’ per prima quefiitah nè con impia fili,nè con vm ’ guenthhè co fomenti,nè meno con oglio baueana ’ncennio miglioramento alcuno,ma pili tofio dà no: & effendouiposta vnapegga di lino doppi bagnatala quetta acqua fubìto nefentirnogiouc mento grande,con leuarfegli il dotore,e l infiam mattone,e fmìnuirfi la v me f,e ritirar fi il tetti colo, che patena non bauejferogià mai patito di tale infermità. Uaauertitecbe quando ponett qnefìa acqua fui male, che vi mettiate /opra alcune pezze afciutte,imperocbe vi degnerebbe U càmfcia, eh e pofta in buccdta fi fkrebbe tutto quello che già era b agnato, die olor giallo,cb e Tmtura mài non fi lena. Et acciò lelauandaiendprendejl di pani fff rifatte arili ottarei nottri panni,noi glie li da-> di linci uamq figliali tutti ne i quattro canti, toccando giaUo» i lcon ym rilègga gocci a di detta acqua, del chi ancóra eramo feuri non cifuffero cambiati. A fare vn* acqua aluminofa di colori variati j belli,& incogniti, laquale falda le piaghe,, leua là pozza di fotto le braccia, $£ il fetori

  • de piedi, e de gli altri luoghi, e gioua adinfl

diti inalile fi Cmile fa la fua;poluere.C.XXX|J D lfioluerete diurne di rocca in acqua che fi. càldagcdópih pretto fi diffolua,eraffredf