Pagina:Sella - Plico del fotografo.djvu/447

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negative su carta. 425

volte l’acqua in cui si pone la prova stessa, quindi, operando alla luce del giorno, si introduce in una soluzione di iposolfito di soda 15 per 100, dove la prova si lascierà sino a che sia svanito il coloramento giallastro proveniente dall’ioduro d’argento. Un quarto d’ora è d’ordinario sufficiente per la carta incerata. In appresso si lava nell’acqua la carta, lasciandovela immersa per lo spazio di tre ore circa, quindi si fa seccare.

Si termina l’opera facendo riscaldare dolcemente la prova per renderla di una trasparenza perfetta, confaciente al suo uso di produrre le positive.

Osservazioni.

1 ’ Positive dirette su carta. — Li signori Lassaigne, Talbot, Bunt, Uerschel, ed altri scopersero che il ioduro di potassio in presenza della luce ha la singolare proprietà di imbiancare la caria contenente cloruro d’argento annerito, ossia la carta preparata per positive indirette, e lasciala annerire in piena luce. Ciò diede origine al modo di produrre su carta delle positive dirette nella camera oscura; modo poco o nulla utile, ma degno di essere conosciuto dal fotografo.

l’rendi carta preparata con cloruro di sodio e nitrato d’argento, e ponila al sole finchè sia diventata nera; ora fa una soluzione di ioduro di potassio composta di

6 parti di ioduro di potassio 100 » » acqua,

impregna la carta annerila con questa soluzione, ed esponi umido per 10-90 minuti, giusta la natura della luce, delle lenti, ecc., ed otterrai un’ immagine. Per fissarla immergila semplicemente nell’acqua calda, con cui sciogliere il ioduro di potassio e d’argento. A priori sembra che l’iposolfito dovrebbe fissare meglio dell’acqua calda, ma l’esperienza dimostra che l’iposolfito non è un migliore agente della sola acqua nel fissare questo genere di fotografie. così fissala l’immagine non è affatto inalterabile alla luce, sotto l’azione della quale i neri perdono una gran parte della loro intensità, ed i