Pagina:Senofonte L Economico tradotto da Girolamo Fiorenzi Tipografia Nobili 1825.djvu/39

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arreca utile? — Appunto così, perchè giudico anzi danno che ricchezza tutto quello che nuoce. — Ora se alcuno comperasse un cavallo, e non sapendosene servire sia da quello gittato in terra, e pesto, non sarà per esso ricchezza quel cavallo. — No: perchè ricchezza è ciò ch'è utile. — E nè anche una terra sarà ricchezza per chi in modo la coltivi, che coltivandola si trovi con perdita. — Certo che neppure questa terra sarà una ricchezza se piuttosto, che nutricarti, ti si faccia cagione di fame. — A questo modo nemmeno gli armenti saranno ricchezza per quell'uomo, a cui dall'averne, non sapendone bene usare, gliene torna danno. — No certo, a mio credere. — Tu adunque stimi che sia ricchezza tutto ciò che giova, e che non lo sia tutto ciò che nuoce. — Così è. — Pertanto se così è, ciascuna cosa per chi sa usarne è ricchezza, e non è ricchezza per chi non sa usarne: quindi i flauti a chi sa ben suonarli sono ricchezza, a chi non lo sa a nulla più servono che le inutili pietre. — Se pure non li venda. — E che! vogliamo noi adunque ora dire, che i flauti, se il padrone li venda, siano ricchezza, se poi non li venda, ma se li tenga non siano più ricchezza, quando non sappia servirsene? — Certo; perchè ben si accorda, o Socrate, questo discorso colla nostra opinione, avendo noi detto che ciò ch’è utile fa ricchezza; quindi i flauti