Pagina:Serao - Fior di passione.djvu/108

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108 delfina


voce, nessuno le rispose; ma ella rimase quietata e soddisfatta, avendo riassunto presente ed avvenire.

L’armadio era vuoto. Cecilia riponeva lentamente nel cassone gli oggetti minuti di biancheria, i goletti, i polsini, le cuffiette, le scatole dei fazzoletti. Prima di mettere al suo posto l’oggettino, lo guardava, lo ammirava, gli parlava sottovoce, quasi lo carezzava. Era molto felice, felice di avere tutti quegli ornamenti candidi, leggieri, morbidi di stoffa, fioccosi per trine, gentili di forme. Vi giuocava, quasi, come una bimba con gli abitucci della bambola.

— Vi sarà molta gente al Municipio, zia?

— Molta gente.

— E il vice-sindaco mi dirà qualche cosa di molto pauroso? avrà un aspetto spaventoso con la sua sciarpa?

— Il vice-sindaco è per lo più un avvocato annoiato e frettoloso. Ma gli articoli della legge fanno pensare, Cecilia.