Pagina:Sermoni giovanili inediti.djvu/70

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66 sermone settimo.

     Concedete l’orecchio. In sè racchiude,
     Dalla merce metallica raccolto,
     La moneta quel pregio a cui misura
     Dell’obbietto il valor che le risponde,
     235Non già l’impressa imago e il voto nome,
     Ma la finezza del metallo e il pondo
     Le trasmetton l’imperio, e pazza impresa
     Allora tenti che l’ingorda voglia
     Il titolo ne serbi e il pondo allevii,
     240O il pondo serbi con impura lega.
     Coll'adultera mano un dieci togli
     Al violato disco, che di cento
     Pani già fece la mia mensa lieta;
     E dieci pani alla delusa mensa
     245Meno verranno. Dall’aperta fraude
     Qual effetto procede? All’uno un tanto
     Del pattuito canone si ruba;
     Nell’altro è spenta la fidanza antica,
     E la moneta vergine sottrae
     250Dall’immondo mercato, affinchè sozza
     A lui non torni. Altri ha la fibra tronca,
     E mal si regge sulle incerte grucce.
     Solo ne ride chi del falso conio
     La tenebrosa e cupa arte trattando
     255Imita le tue fraudi e i lucri avanza:
     I primi lucri e brevi, che più tardi
     Dalla piena del male a forza tratto,
     La improvvida mistura a te chiamando
     Pagherai di tue fraudi e delle altrui
     260La moltiplice pena, e niun ristoro
     Le ripetute offese e i danni avranno.
Alle dolenti prove il varco infido
     Schiuse colui, che a disegnare il vario
     Delle cose valor simbolo fece