Pagina:Serra - Scritti, Le Monnier, 1938, I.djvu/485

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438 NOTIZIA SUGLI SCRITTI DI RENATO SERRA l'Ambrosini, quando gli parla degli spunti o marginalia che potevano prepararsi per la progettata rivista presso 11 Bocca: tra cui questo : «III. A proposito di rcalisc, e <li classicità: come il IVA. ha scritto la novella di Ca¬ landrino e del l’orco. Qual’era l'interesse del Boccaccio <• in che forme stilistiche si esprimeva.... » (Ep., 325-20). Questi mari/inali dovevano esaminare l’opera del D'Annunzio sotto diversi aspetti, in confronto con let¬ terati nostri e stranieri, antichi e moderni: «Se ne IKitrelihe fare una serie: di marginalia e alla fine I)'Ann. si troverebbe circoscritto» (Ep., 323). Pi tale possibilità di «circoscrivere» D’Annunzio, di tale «disegno .li cir- cumizione dannunz. », si fa cenno altre volte w\\' E pisto¬ lario, e Serra assicura l'amico « che alla fine ne resta fuori poco, del nostro uomo» (Ep., 32!)). Quale poi fosse in sintesi il concetto serri a no sul D’Annunzio, lo I rovo- rote esposto ali’Ambrosini nella lèttera ilei 10 settem¬ bre 1910: u li principio mio. o credo anche il tuo, è que¬ sto; olio in D'Annunzio è una gran felicità di eloquio, dalla natura : e potenza ili esprimere nella parola tutto quello che alla parola, come per sé stante e sonante, si può chiedere. Ma "animo ò vano e piccino, quando egli si sta a sentire...» (Ep., 338). Fallita l'idea della rivista torinese, i marginali rima¬ sero sporsi e interrotti, sposso come assaggi o come ap¬ punti. Ecco [>erchò 11 Serra, pubblicando ne l,a Vurr del l’rezzollni (a. HI. n. 14. li aprile 19111, lo studio su l.u Fattura, lo presentava nel sottotìtolo come un » episo¬ dio di uno studio intorno a G. D'A. ». Episodio che restò tale, o a cui si riferiva quasi certamente 11 Serra il 12 luglio litio, scrivendo all'Ambrosini : «Ti mando, eiuu'è caduto dalla penna nel primo incorso, il primo Margi¬ nali'. Ci sarà mollo ila togliere, da pulire. Ma lult'in- sieme non mi pare una cosa cattiva. ( t il calore dello scrivere mi toglie lume, o, Dio mi perdoni, non c’è molta gente oggi intorno, capace dì buttar giù cosi d'un fiato