Pagina:Storia del Collegio Cicognini di Prato.djvu/34

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

12

ben presto si vide nelle provincie cattoliche fervere un insolito lavoro a radunare mezzi, a studiare disegni, ad affrettare muramenti per le fabbriche dei Seminari. Le questioni attinenti al sistema edilizio, ossia alla configurazione e distribuzione dei locali per numerose accolte di giovani; ai metodi di disciplina e di igiene per la buona educazione fisica e morale; al miglior ordine degli studi in relazione col fine degli studenti; tutte vennero sollevate, discusse e risolute, con maggiore o minor vantaggio, dalle persone le più dotte di que’ tempi, e le più sperimentate e competenti in simili materie.

Tuttavia rimaneva un pericolo da rimuovere, secondo alcuni; ovvero un bene, secondo altri, da conseguire, affinchè la Chiesa potesse godere di maggior pace, e non pullulassero in mezzo a lei altre novità di dogmi e di pensamenti, che fossero semi di altre discordie e scissure. Il laicato incominciava ad emanciparsi dalla autorità dei parrochi e dei vescovi: i libri, moltiplicati e propagati con facilità maravigliosa per opera della stampa, correvano a vil prezzo nelle mani di chiunque sapesse leggere: nella Germania, nella Svizzera, in Inghilterra erano proclamate, e sostenute all’uopo colle armi la libertà di coscienza, la libertà di pensiero, la libertà nella interpretazione delle stesse divine scritture, e la Santa Inquisizione abbattuta in molte città e paesi, non aveva omai occhi e mani bastevoli per investigare e sorprendere ogni scrittura contraria alla fede, per imprigionare e uccidere chiunque avventasse giudizi indiscreti nelle cose