Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/14

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nario nestoriano Olopenn portò nella Cina i libri santi i quali furono poi tradotti in lingua cinese, e che alla fine del secolo VII esistevano chiese cristiane in tutte le provincie dell’Impero Celeste.

Anco prima di abbandonare le loro sedi al nord del Danubio, i Goti erano stati convertiti al Cristianesimo da Ulfila, vescovo ariano (311-381)1, il quale tiene pure un posto eminente nella Storia della scienza del linguaggio come traduttore della Bibbia in lingua gotica.

Se si vuole prestar fede alle tradizioni locali, le prime predicazioni cristiane nella Provenza risalirebbero al I secolo, e già nel III secolo si sarebbero estese alla maggior parte della Gallia: nella seconda metà del secolo IV anche gli abitanti delle campagne abbracciano il Cristianesimo, per l’opera zelante di San Martino, vescovo di Tours ed apostolo delle Gallie; presso i Franchi, invasori del Nord, il battesimo di Clodoveo, dopo la battaglia di Tolbiac (anno 496), suggella definitivamente il dominio del paganesimo nelle contrade settentrionali della regione francese.

Nell’Irlanda (Ierne dei Greci, Hibernia dei Romani), convertita, nel secolo V, al Cristianesimo da San Patrizio (Patrik), fondatore e vescovo della città di Armagh, gli stabilimenti religiosi si succedono così rapidamente e tanto numerosi, che l’isola diventa ben presto il più attivo centro dell’Europa per la propagazione della Fede, e riceve il nome di Isola dei Santi (Sanctorum Insula) che ricorda quello di Isola Sacra già datole dagli antichi, secondo la relazione del cartaginese Imilcone2. E San Colombano, nato nel 521, dopo aver fondato parecchi monasteri, istituisce sopra uno scoglio delle Ebridi a Iona una famiglia di uomini poveri e laboriosi al pari di lui, la quale in breve salì a grande celebrità; nè per trent’anni


  1. Già alcun tempo prima di Ulfila il Cristianesimo era penetrato nei paesi al nord del Danubio per mezzo dei Cristiani della Galizia e della Cappadocia.
  2. V. Parte prima, pag. 9.