Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/165

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Capitolo IX.

I viaggi nell’Atlantico Settentrionale.

Viaggi di Madoc — Nicolò ed Antonio Zeno — Pietro Quirini.


50. Viaggi di Madoc. — Che, come i loro fratelli e vicini dell’Irlanda, dei quali abbiamo brevemente discorso nel capitolo II (pag. 36), anche i Gallesi si stabilissero, intorno allo stesso tempo, nei paesi transatlantici corrispondenti al Labrador, all’isola di Terranuova ed ai paesi della Nuova Inghilterra, non è improbabile. Ma, delle loro avventure non è traccia negli annali storici di quella nazione, e solo abbiamo confuse notizie della navigazione di Madoc ap Owen, secondogenito di Owen Guyneth, principe del Galles settentrionale, in un’antica leggenda ed in un poema di Mereditho, bardo Gallese, scritto nell’anno 1477. Nel desiderio di vedere nuovi paesi, e, più ancora, nel fine, di sottrarsi alle lunghe e sanguinose discordie cagionate da gravi contese per la successione al trono paterno, Madoc abbandonò il suo paese nativo nell’anno 1170, e, navigando nella direzione di ponente, approdò ad una costa sconosciuta, nella quale vide molte cose strane e mirabili. La descrizione che egli fece, al suo ritorno in patria, del fertile paese incontrato al di là dell’Oceano, persuase molti de’ suoi connazionali ad accompagnarlo in un secondo viaggio, il quale ebbe luogo di fatti, alcun tempo dopo, con dieci navi bene equipaggiate; ma nè di lui nè de’ suoi compagni non giunse più alcuna notizia in Europa. Riccardo Hakluyt considera il gallese Madoc ap Owen come lo scopritore delle Indie Occidentali, 300 e più anni prima delle immortali esplorazioni di Colombo, ed anzi opina che appunto a quegli antichi stabilimenti gallesi, della seconda metà del secolo XII, debbano la loro origine le croci, delle quali lo storico Lopez de Gomara assicura che erano adorate nell’isola Acozumil o Cozumel, scoperta dal Grijalva nell’anno 1518. Altri, fondandosi sulle tradizioni popolari e sulla lingua degli Indiani stabiliti nel bacino