Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/168

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navili e navigano, ma non hanno la calamita, nè intendono col bossolo la tramontana. Per il che questi pescatori furono in gran pregio, sì che il re (dell’Estotiland) li spedì con dodici navili verso ostro nel paese che essi chiamano Drogio (Droceo nella carta annessa alla relazione zeniana)».

Gettati da una furiosa tempesta sulle coste di un paese sconosciuto e popolato da antropofagi, i marinai Frislandesi vi trovarono quasi tutti la morte: se gli altri non toccarono la medesima sorte, lo dovettero all’astuzia di uno di loro che avea insegnato al capo di quei selvaggi il modo di pigliare il pesce colle reti. Lo stesso pescatore salì poi a tanta rinomanza presso le popolazioni dei paesi vicini, che ebbe campo di conoscere e di praticare con piena sicurezza tutte quelle regioni. Delle quali dice «essere un paese grandissimo, e quasi un nuovo mondo, ma gente rozza e priva di ogni bene, perchè vanno nudi tuttochè patiscano freddi crudeli, nè sanno coprirsi delle pelli degli animali che prendono in caccia: non hanno metallo di sorta alcuna, vivono di cacciagioni e portano lancio di legno nella punta aguzze, e archi, le corde dei quali sono di pelle d’animali: sono popoli di grande ferocità, combattono insieme mortalmente, e si mangiano l’un l’altro; hanno superiori e certe leggi molto differenti tra di loro; ma più che si va verso garbino (libeccio) vi si trova più civiltà per l’aere temperato che vi è: di maniera che vi sono città, templi agli idoli, e vi sacrificano gli uomini, e se li mangiano poi, avendo in questa parte qualche intelligenza e uso dell’oro e dell’argento»1.

Nelle parole che precedono nulla è detto che possa condurre il geografo a fissare, anche solo in modo approssimativo, la posizione del paese di Drogio o Droceo. A questa mancanza provvede però la Carta da navegar annessa alla relazione, nella quale esso paese è segnato a mezzodì dell’Estotiland, per il che non si può a meno di riconoscerlo nella penisola che, detta Acadia dai primi coloni francesi, porta comunemente sulle nostre carte il nome di Nuova Scozia e nei paesi marittimi adiacenti dal

  1. Ramusio, Navigazioni e viaggi, II, 230-233.