Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/216

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Fatta provvigione d’acqua all’Angra dos Vaqueiros, le due caravelle, seguitando la costa verso oriente, giungono all’Angra de San Bras (odierna baia Mossel), il cui nome ricorda la data della scoperta (3 febbraio 1488, giorno dedicato a S. Biagio), quindi all’Ilha da Cruz, nel fondo nord-ovest della baia di Algoa, e infine al Rio Infante (dal nome del capitano della seconda caravella), corrispondente al moderno Gran fiume del Pesce. A questo punto gli ammutinamenti dell’equipaggio, che già si erano manifestati alla baia di Algoa, si fanno più forti e minacciosi, e il capitano è costretto, suo malgrado, a prendere la strada di ritorno.

L’infelice stato delle navicelle, le fatiche dell’equipaggio, la diminuzione e le cattive condizioni dei viveri, forse anche molti contrattempi non riferiti dagli scrittori contemporanei, e che tutti si compendiano nell’unico ricordo delle furiose tempeste che diedero tanta celebrità alla scoperta del promontorio che segna molto approssimativamente l’estremità meridionale del continente1, spiegano il lungo soggiorno di circa 7 mesi (dal febbraio al 16 agosto del 1488) sulla costa difficile e pericolosa che si estende dalla baia di Algoa al capo delle Tempeste.

Dalla medesima nota più sopra citata a proposito della latitudine del parallelo estremo raggiunto dalla spedizione nella direzione del mezzodì, sappiamo pure che il Diaz determinò quella del capo delle Tempeste in 35 gradi.

Il viaggio di ritorno da questo capo a Lisbona non ci offre d’importante che la scoperta della baia di Sant’Elena (18 agosto), il ritrovamento, all’Angra das Voltas, di quattro dei Portoghesi colà lasciati a custodia della nave di approviggionamento2, ed alcuni approdi all’isola del Principe, alla costa di Benin ed alla fattoria di La Mina.

  1. È noto che il punto più meridionale dell’Africa è il Capo degli Aghi.
  2. Dei nove Portoghesi lasciati all’Angra das Voltas, cinque erano morti nel frattempo. Quanto alla nave di trasporto, la si dovette distruggere perchè resa assolutamente inservibile dalle teredini.