Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/252

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africano, il quale scorre ad oriente, passa per la città di Syene (Cinta Sioene) e si unisce nella Nybia (Nubia) col ramo orientale passante per Doncola, dopo di che il Nilo scorre direttamente al nord verso il Mediterraneo.

Il bacino del Nilo appartiene alla seconda carta dell’atlante, la quale comprende inoltre tutto il resto dell’Africa del Mediterraneo e dell’Europa, come pure la parte occidentale dell’Arabia, la Siria, il bacino dell’Eufrate e l’Asia Minore.

In mezzo al Mar Baltico che, in questa carta, è detto Mare di Alemagna, si legge, presso l’Insula de Visbi (Gothland): «Questo mare è detto mare di Alemagna e mare di Gozia e di Svezia. Esso è gelato per sei mesi dell’anno, cioè dalla metà di ottobre alla metà di marzo, per cui, durante questa stagione, lo si può attraversare con carri tirati da buoi».

Ad oriente del Baltico un lago di notabile ampiezza tributa le sue acque, per un lato al Baltico per mezzo di un fiume che sbocca al nord di Riga, per l’altro al mare di Azov mediante il Tanay (Don) diretto prima da occidente ad oriente, quindi dal nord-est al sud-ovest, e, infine, al Mar Caspio per mezzo di un fiume che si sviluppa ad oriente, e si unisce coll’Edil (Volga) che scorre in senso opposto.

Fedelmente rappresentati sono il mare di Azov, la penisola di Crimea, il Mar Nero e la penisola dell’Anatolia. Il Mar Rosso, notabilmente più largo di quanto è realmente, è accompagnato dalla seguente leggenda: «Questo mare è detto Mar Rosso; per esso passarono le dodici tribù d’Israele. Sappiate che l’acqua non è rossa, ma sibbene è il fondo che ha questo colore. La maggior parte delle spezie che dalle Indie sono portate ad Alessandria passa per questo mare».

La terza carta comprende i paesi adiacenti al golfo Persico ed al mare delle Indie, e la metà occidentale dell’Asia. In essa sono specialmente a notare la forma peninsulare dell’India anteriore (Dekhan) e il bacino del Caspio. Sopra la forma del Dekhan, così malamente intesa da Tolomeo e dai geografi arabi anteriori a Biruni, il cartografo catalano era stato probabilmente informato dalle relazioni dei missionari dei secoli XIII