Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/253

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e XIV. In una lettera di Monte Corvino scritta dalla costa del Coromandel nell’anno 1292, è chiaramente descritta la natura peninsulare dell’India, e, nel medesimo tempo, combattuto l’antico errore, che il continente africano si estendesse dirimpetto all’India facendo dell’Oceano Indiano un mare pressoché chiuso da ogni parte.

Il Mar Caspio, detto dal cartografo Mar del Sarra e de Bacu, si estende dal nord-ovest al sud-est, e si avanza talmente nella direzione di oriente, che il suo asse equatoriale appare maggiore dell’asse meridiano. «Io non dubito, dice a questo proposito Alessandro di Humboldt, che nel secolo XIV esistessero a mezzogiorno del golfo di Balkhan e dell’altipiano di Ust-Ust parecchi addentramenti, e che il Caspio si avvicinasse di molto ad Urghendi e anche all’Aral; tuttavia mi pare che la forma del Mar Caspio, quale si presenta nella Carta catalana, denoti una completa ignoranza della esistenza del lago di Arai quale bacino indipendente e separato dal Caspio mediante un istmo solido»1.

Oltre al Volga che passa per la Ciutat de Sarra, sono accennati, come affluenti del Caspio, il Laych (Jaik, Ural), ed il fiume Organci (dalla città di Urghendj), cioè l’Oxos, il quale sbocca al sud del Mertvoi Kultuk o Golfo morto, detto nella carta Golf de monumentis.

Sulla quarta carta, che comprende il resto dell’Asia, trovasi per la prima volta indicato il lago Yssicol (Issikul), con una località del medesimo nome, presso la quale si legge: «In questo luogo è un monastero di Frati Armeni, nel quale, a quanto si dice, trovasi il corpo di San Matteo, apostolo ed evangelista». L’identità del lago Yssicol della carta catalana col lago che porta il nome pressoché uguale di Issikul (Lago Caldo, Je-hai delle geografie cinesi e giapponesi) è resa manifesta dalla circostanza, che appunto ad Hi e così poco lungi da quel bacino lacustre, il governo dell’usurpatore Ali Soldan ordinava nell’anno 1342 una sanguinosa persecuzione di cri-

  1. Humboldt, Central-Asien, I, pag. 484.