Pagina:Storia della geografia (Luigi Hugues) - 2.djvu/79

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d’uomo attraverso le piccole ondulazioni di terreno conosciute col nome di portages1.

23. Geografia generale. — A complemento delle cose dette precedentemente, non sarà inutile esporre per ultimo le opinioni manifestate dai più illustri geografi arabi intorno alla disposizione delle masse continentali e delle acque oceaniche, ed ai più importanti fra gli argomenti che entrano nel dominio della geografia fisica generale.

Contrariamente a quanto asserivano gli scrittori dell’antichità classica, che altre masse continentali vi fossero, affatto distinte da quelle cui appartengono l’Europa, l’Asia e l’Africa, Edrisi crede che l’emisfero opposto al nostro sia tutto coperto dalle acque. Queste ultime costituiscono il gran mare ambiente, che circonda, come una zona continua, il mondo conosciuto, e dentro il quale la Terra galleggia come un uovo in una catinella d’acqua. La zona abitabile si estende, verso mezzodì, sino alla linea equinoziale, oltre la quale non vi sono né piante né animali, tutto essendo inabitabile a cagione del caldo. Nella direzione del nord la medesima zona non oltrepassa il 64° parallelo: al di là di questo non vi ha altro che ghiaccio e verno perpetuo.

Il geografo e cosmografo Dimeschqi o Semhs-Eddin (vedi pag. 54), ammetteva pure che l’emisfero meridionale fosse tutto occupato dalle acque, e spiegava questo fatto osservando che, siccome la Terra è più vicina al Sole quando questo astro ci appare nei segni meridionali dello zodiaco, le acque mobili soffrono, per parte del Sole stesso, una maggiore attrazione, e

  1. Si legge nella relazione del viaggio di Luca Tarigo, genovese:«Era l’anno 1374, quando egli armò una fusta sottile e bassa, e, attraversata la palude Meotide, entrò nel Tanai spingendosi contro corrente fino a quel punto ove il terreno che separa quel fiume dal Volga o Edil non è più largo di 50 in 60 miglia. Quivi, aiutato dai sui rematori come lui arditi, tirò a terra la fusta, e, caricatala sopra le spalle a guisa d’un cassone, dopo alquante posate la rimise in acqua all’opposta riva del Volga».