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Parte II. 71

del Kustero, ei fu Zio paterno di Menandro. Se dunque Alessi fu natio di Turi nella Magna Grecia, di Turi ancor fu natio il padre di Menandro, e quindi questa Provincia può a ragione vantarsi di aver data, se non la nascita, almen l’origine a questo celebre Comico Greco. Fu anche un Senocrito da Locri uno de’ più antichi Scrittori di Ditirambi1. E come le Donne nella Magna Grecia appresero esse ancora assai presto a Filosofare, secondo che nel Capo precedente si è accennato, così anche nella Poesia vollero fin d’allora occuparsi; e ci è rimasta memoria di Teano da Locri (diverse da due Filosofesse del medesimo nome, una moglie, l’altra figlia di Pittagora) che nella Poesia Melica e Lirica esercitossi felicemente, e che è perciò rammentata con lode nel suo Lessico da Suida, e da Eustazio ne’ suoi Comenti sopra Omero2, e di Nosside parimenti da Locri, di cui abbiamo alcuni Epigramm3. Ma assai maggior numero di Poeti e di oratori, e di merito assai maggiore ci offre la Sicilia, come ora vedremo.

II.

Ad essa deesi l’origine della Pastoral Peosia.

E primieramente per favellar de’ Poeti, deesi alla Sicilia l’invenzione della Pastoral Poesia. Che sia questa la comune opinione de’ più rinnomati Scrittori, lo afferma ancora il celebre Abate Quadrio4. Ma a questa comune opinione pensa egli di non doversi arrendere sì facilmente. I Persiani, egli dice, gli Arabi, ed altri antichissimi popoli ebbero in pregio i cavalli, e gli altri armenti, anzi de’ Numidi e de’ Persiani noi sappiamo, che un cotal canto Pastorale avevano, di cui nell’atto di condurre al pascolo i loro armenti solevano usare. Io non negherò già ciò, che questo dottissimo Scrittore afferma; ma non temerò ancora di dire, che parmi che a questo luogo, e altrove ancora, ei non distingua abbastanza due cose; e quindi qualche genere di Poesia faccia più antico di assai, che non è veramente. Altra cosa è, per quanto a me ne pare, un qualunque canto, che non consista in altro che in modulare a varie note la voce, e che colla gravità, coll’armonia, colla dolcezza, coll’impeto delle note medesime, i varj affetti esprima, da cui taluno è compreso; altra cosa è un

  1. Fabric. Bibl. Graec. VoL I. p. 199
  2. Iliad. Lib. II.
  3. Fabric. I. c. Vol. I. p. 588.
  4. Stor. e Rag. d’ogni Poesia T. II. p. 595.