Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/129

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se la scuola di Gorgia più che    la sua frequentata (poiché a qualche tempo vissero insieme) ne fosse alquanto dolente, e che    cercasse così di porre in qualche discredito il suo rivale? Certo che di tali debolezze in que’ famosi    antichi Filosofi noi veggiamo non rari esempj. Ma ciò non ostante Platone medesimo favellò altrove    di Gorgia non senza lode: Venne allora, dic’egli97 , quel Gorgia Leontino Sofista mandato con    pubblica ambasciata da’ suoi, come il più opportuno a trattar gli affari, che a quel tempo    correvano. Fu giudicato dal popolo buon parlatore; e privatamente ancora dié saggio del suo    valore nel declamare, e ammaestrando i giovani non poco denaro di questa Città ei raccolse.    Intorno al sentimento di Platone per riguardo a Gorgia si può vedere ciò, che diffusamente ed    eruditamente ne dice M. Gibert nel suo Giudizio de’ Dotti, che han trattato della Rettorica, che    forma l’ottavo tomo del Giudizio de’ Dotti di M. Baillet dell’edizione di Amsterdam. Ma qualunque    fosse il sentimento di Platone intorno a Gorgia, egli è certo, che ei fu allora e poscia considerato    come uno de’ primi padri e maestri dell’eloquenza. Ed ella è certamente cosa d’immortal lode    all’Italia, che i tre valenti Oratori, de’ quali abbiam finora parlato, siano stati quelli, che alla Grecia    han recato il buon gusto dell’eloquenza, e su’ cui esempj e precetti si son formati un Isocrate, un    Demostene, e tanti altri famosi Oratori, che negli anni seguenti fiorirono in Grecia.       XXII. Assai lunga vita ebbe Gorgia. Cicerone gli dà 107 anni98, uno di più gliene aggiugne    99100       Filostrato, e un altro ancora di più Quintiliano. Di lui ci rimangono solamente l’Encomio di    Elena, e l’Apologia di Palamede. Vi ha chi pensa, ch’egli più che Isocrate avesse parte al famoso    Panegirico, che a questo si attribuisce. Ma forse altro fondamento non vi ha a dubitarne, che la    probabilità, che Isocrate si valesse a comporlo del consiglio e dell’ajuto di Gorgia suo Maestro.       XXIII. L’esempio di questi celebri Oratori pareva, che risvegliar dovesse gli animi de’    Siciliani allo studio dell’eloquenza, e chiamar molti a seguitarne le tracce. Ma le funeste guerre, che    allor desolavano la Sicilia, lo sconvolgimento, in cui essa era per 


(1) In Hippia Majdie. (3) Vit. Sopii, lib. L (2) De Senea* (4) L. UL •. L Digitized by Google