Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/400

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a. E’ qui ad osservare, che Crasso dice, che in quegli ultimi due anni avean cominciato i Retori Latini a introdursi in Roma, Ora il Dialogo, in cui egli parla, finge Cicerone che si tenesse nell’anno stesso, anzi pochi giorni prima della morte del medesimo Crasso, che accadde l’anno 662. Due anni innanzi adunque, cioè l’anno 660 avean essi aperte le loro scuole; e l’anno seguente fu contro lor pubblicato il riferito decreto.

VI. Il primo tra’ Retori Latini fu Lucio Plozio Gallo. I dotti Autori della Storia Letteraria di Francia l’anno annoverato tra’ loro uomini illustri solo pel soprannome di Gallo26. Ma già si è mostrato altrove, che argomento troppo debole è questo a provarlo nativo della Gallia Transalpina. Svetonio ci ha conservata27 parte di una lettera di Cicerone a Marco Titinnio, in cui così gli scrive: Io certo ricordomi, che nella mia fanciullezza prima di ogni altro prese a insegnare latinamente un cotal Lucio Plozio, a cui facendosi gran concorso, poiché tutti i più studiosi innanzi a lui si venivano esercitando, io dolevami, che ciò a me non fosse permesso. Ma me ne tratteneva l’autorità di dottissimi uomini, i quali pensavano, che da’ Retori Greci meglio si esercitassero, e si coltivassero gl’ingegni. E convien dire, che uomo colto ed eloquente fosse creduto Plozio, perché Cicerone stesso altrove narra28, che il celebre Mario amavalo e coltivavalo assai, perché sperava, ch’egli potesse un giorno narrare le cose da lui operate. Quintiliano dice29 che tra’ Retori Latini, 209 che negli ultimi anni di Crasso tennero scuola, fu singolarmente insigne Plozio; e altrove30 dice, che egli scrisse un libro intorno al Gesto. Mi sia qui lecito il dare un saggio di una recente opera sulla Letteratura Francese31, di cui veggo parlarsi con molta lode da alcuni Giornalisti, ma che a me pare, che troppo sia lontana da quella esattezza e precisione, che in tali opere è necessaria. Né io so intendere, per qual ragione l’Autore di essa, che altro non fa veramente, che compendiare la Storia Letteraria di Francia de’ dotti Maurini, pure non