Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/72

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Parte I. 33

Omero tornò il suo accecamento medesimo, non dee l’Etruria in qualche modo gloriarsi, che in essa trovasse egli di questo suo nuovo onore l’origine e l’occasione.

XXXI.

La Lingua degli Etruschi non è ancora ben conosciuta.

A compire questo trattato dell’Etrusca Letteratura parrà forse ad alcuno che ancor rimanga, ch’io prenda a parlare de’ caratteri e della lingua degli Etruschi. Ma io non penso di dover entrare in sì difficile argomento. Veggo ed ammiro le fatiche, che intorno ad esso han sostenute uomini eruditissimi. Ognuno ha preteso di aver colto nel vero, e di avere sciferate le lettere dell’Etrusco Alfabeto, e il senso di lor parole. I primi a tentare l’impresa furono applauditi e ottenner lode. Altri ne venner dopo, che distrussero il sistema de’ primi, e un nuovo alfabeto formarono e una nuova lingua. Ma anche il lor regno, per così dire, ebbe poca durata, e di tanto in tanto veggiam sorgere nuovi Edipi, e accingersi a nuove spiegazioni dell’oscuro Enimma. In tanta lontananza di tempo, in tanta diversità di lingue, in sì grande scarsezza di antichi Scrittori, io stimo quasi impossibile l’accertar cosa alcuna. Mi sia lecito dunque il tenermi lungi da sì spinosa quistione; e di accennar solamente, ma senza entrarne garante, il sentimento degli eruditi Inglesi autori della Storia Universale, i quali dopo avere esaminati da una parte i caratteri de’ monumenti più antichi, che ci rimangono di qualchesia nazione, e dall’altra que’ che leggonsi in alcune Iscrizioni e in alcune Medaglie Etrusche, così conchiudono: Noi non possiam a meno di non credere, che i Caratteri Alfabetici, i quali ci son rappresentati in alcune Iscrizioni Etrusche, siano i più antichi, che al presente trovinsi al Mondo... Diversi monumenti letterarj Etruschi posson gareggiare d’antichità con tutti quelli di tal genere, che attualmente esistono, senza pure eccettuare quelli di Egitto, che finora sonosi considerati come i più antichi di tutti1. Così essi hanno la gloria degli Etruschi portata a tal segno, a cui niuno tra gli Italiani osò mai di sollevarla. Basta leggere tutto ciò, ch’essi a quel luogo dicono di questa illustre Nazione, per vedere, quanto altamente sentissero dell’ingegno, del valor loro, e della loro letteratura d’ogni maniera, e per intendere, che se è sembrato, che gl’Italiani volessero oltre il dovere innalza-

  1. Tom. XIV pag. 246, 247 de Pedit. d’Amsterd. 1753.