Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/75

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36 Storia della Letteratura Italiana.

della Letteratura furono essi maestri ed esemplari agli altri Greci. Poscia, quasi a comprovare vie maggiormente la nostra opinione, noi mostreremo, che nell’esercizio ancora delle Arti liberali si renderono illustri. Nè si creda però, che tutti vogliansi da noi mentovare coloro, che coltivaron le scienze, e de’ loro studj ci lasciaron qualche durevole monumento. Non è una Biblioteca di Scrittori Italiani, ch’io ho preso a formare, ma la Storia dell’origine e del progresso delle scienze in Italia, e perciò di que’ soli mi convien favellare, da cui esse nuova perfezion riceverono e nuovo ornamento.


CAPO I.

Filosofia, Matematica, e Leggi.


I.

Setta Pittagorica formata in Italia.


E Cominciando dalla Filosofia, il primo, che ci si offre a ragionarne, è Pittagora. Nè voglio io già sostenere, che egli fosse Italiano. Già abbiam di sopra mostrato1, che non v’ha argomento valevole a provarlo Etrusco. Più insussistente ancora è l’opinione del Canonico Campi, il quale appoggiato a certi antichi versi non bene intesi vorrebbe far credere, che Pittagora fosse Piacentino, nel che egli è stato egregiamente confutato dal dottissimo Proposto Poggiali2 col mostrare singolarmente, che, quando nacque Pittagora, non era ancor fondata Piacenza. Ma se egli non fu Italiano di nascita, pur nondimeno l’Italia può a ragione vantarsi di sì illustre Filosofo.

Egli certamente vi fece lungo soggiorno, e in quella parte appunto di essa, di cui ora trattiamo, cioè nella Magna Grecia, si rendette egli pe’ nuovi suoi dogmi chiaro singolarmente e famoso. Tutti gli Storici, che di lui scrissero, ne fan certa fede; e ciò confermasi ancora dal nome d’Italica, che alla scuola de’ Pittagorici da lui fondata fu attribuito; scuola, come dice il Ch. Montucla3, in cui tutte le cognizioni, che contribuir possono a perfezionar lo spirito e il cuore, furono con ardor coltivate.


  1. P. I. num. XXVIII.
  2. Memor. Storiche di Piacenza T. I pag. 38.
  3. Hist. des Mathemat. T. I. p. 113.