Pagina:Storia della letteratura italiana - Tomo I.djvu/90

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Parte II. 51

Acrone. Plinio afferma1, ch’ei fu autore di quella setta di Medici, che furon detti Empirici, poichè della sperienza valevansi a conoscere la natura de’ morbi, ed a curarli. Ma il le Clerc sostiene2, che molto tempo dopo di Acrone una tal setta ebbe principio. Pare, che qualche rivalità fosse tra lui ed Empedocle, come si raccoglie dal Greco Epigramma da Laerzio riferito3. Io qui nol rapporto, poichè non è possibile il traslatarlo dal Greco in altra lingua, senza che tutta perda la venustà e l’eleganza, fondato essendo lo scherzo sul nome stesso di Acrone e su altre parole, a cui esso nome ha relazione nella Greca lingua4. Vuolsi qui aggiungere qualche cosa ancor della Musica. Il più antico autore, che di essa ci sia rimasto, come osserva il Fabricio5, egli è Aristosseno da Taranto discepolo di Aristotele. Tre libri abbiamo degli Elementi Armonici da lui scritti, le cui diverse edizioni dal Fabricio vengono annoverate. Moltissimi altri libri avea egli composti, e, se Suida non ha preso errore, o qualche sbaglio non è accaduto negli antichi esemplari, creder dobbiamo, che fino a 452 essi fossero.

XV.

Matematici ivi illustri, e primieramente Archita.

Fra tutte però le scienze, il coltivamento delle quali accrebbe alla Magna Grecia ed alla Sicilia onore e lode, deesi a mio parere il primo luogo alla Matematica. Non già ch’io voglia alla Sicilia concedere il famoso Euclide autore degli Elementi di Geometria. Il Canonico Mongitore nella sua Biblioteca Siciliana ha usato di ogni sforzo per mostrarlo nativo di Gela Città di quell’Isola. Ma egli ha ben potuto perciò recare l’autorità di molti moderni Scrittori, e per lo più Siciliani, la testimonianza de’ quali non è sufficiente pruova, se da quella degli antichi non è sostenuta; ma di questi un solo non ha egli potuto trovare, che dica Siciliano il Geometra Euclide. Lasciato dunque questo in disparte, due illustri Matematici ci si offrono a ragionarne, uno di Taranto nella Magna Grecia, cioè Archita, l’altro

  1. Hist. Nat. lib. XXIX cap. I.
  2. Ib. p. 224.
  3. Lib. VIII In Emped.
  4. Acrone dicesi da Suida più antico d’Ippocrate, come ancora Empedocle, il che vuolsi notare, perchè si vegga, che il grande oracolo della Medicina giovossi probabilmente di questi Medici, che l’aveano preceduto. Lo stesso Suida il fa autore di un libro dell’Arte Medica, e di un altro intorno al vitto salubre, e aggiugne, ch’ei fece alcune osservazioni sui venti.
  5. Bibl. Græc. t. II p. 257.