Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/169

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tore divenne appetito sensuale. Era necessaria una redenzione soprannaturale. Dio si fece uomo e redense l’umanità offrendosi vittima espiatoria per lei. (Par. VII).

Mediante questo sacrificio, la ragione è stata avvalorata dalla fede, l’amore avvalorato dalla grazia, la filosofia è stata compiuta dalla teologia, la rivelazione.

Redenta l’umanità ciascun uomo ha acquistato la virtù di salvarsi con l’aiuto di Dio. Guidato dalla ragione e dalla fede, fortificato dall’amore e dalla grazia, può affrancarsi da’ sensi e levarsi di mano in mano sino a Dio, al sommo Bene.

Questo cammino della materia o del peccato sino allo spirito o al bene comprende tutto il circolo della morale o etica. La conoscenza della morale (naturale e rivelata, filosofia e teologia) e perciò necessaria a salute.

La morale è il Nosce te ipsum, la conoscenza di sè stesso. L’uomo si trova in questa vita in uno de’ tre stati, di cui tratta la morale, stato di peccato, stato di pentimento, stato di grazia.

L’altro mondo è figura della morale. L’inferno è figura del male o del vizio: il paradiso è figura del bene o della virtù; il Purgatorio è il passaggio dall’uno all’altro stato mediante il pentimento e la penitenza. L’altro mondo è perciò figura de’ diversi stati ne’ quali l’uomo si trova in questa vita.1

La rappresentazione dell’altro mondo è dunque un’etica applicata, una storia morale dell’uomo, com’egli la trova nella sua coscienza. Ciascuno ha dentro di sè il suo inferno e il suo paradiso.

Il viaggio nell’altro mondo è figura dell’anima nel suo cammino a redenzione. Ed è Dante stesso che fa questo viaggio.

  1. Poeta agit de inferno isto, in quo, peregrinando ut viatores mereri et demereri possamus (Lettera a Can Grande).