Pagina:Storia della letteratura italiana I.djvu/171

Da Wikisource.
Jump to navigation Jump to search

― 161 ―

deratore (l’imperatore) che faccia regnare la legge (la ragione), guida e freno dell’appetito.1

Con questo fondo generale si lega tutto lo scibile di quel tempo, metafisica, morale, politica, storia, fisica, astronomia, ec.

Il centro intorno a cui gira questa vasta enciclopedia, è il problema dell’umana destinazione che si trova in fondo a tutte le religioni e a tutte le filosofie, il mistero dell’anima, pensiero della letteratura volgare sotto tutte le sue forme. Il problema è posto ed è sciolto cristianamente. L’umanità ha perduto, ed ha racquistato il paradiso; questa storia epica di Milton è l’antecedente del problema. L’umanità ha racquistato il paradiso, cioè ciascun uomo ha acquistato la forza di salvarsi. Ma in che modo? qual è la via di salvazione? La Commedia è la risposta a questa domanda, la soluzione del problema.

Il cristianesimo ne’ primi tempi di fervore rispondea: L’uomo si salva, imitando Cristo che ha salvato l’umanità, si salva con l’amore. Bisogna volger le spalle alla vita terrena e seguire Dio, lui amare, lui contemplare. Di qui la preminenza della vita contemplativa, che Dante chiama eccellentissima, e simile alla vita divina. Il che dovea menar dritto alla visione estatica, alla comunione tra l’anima e Dio, al misticismo, tanta parte della letteratura volgare. Gli uomini stanchi del mondo cercavano pace e obblio nei monasteri, e nutrivano l’anima del pensiero della morte, della meditazione dell’altra vita;

 De Sanctis ― Lett. Ital. Vol. I 11 
  1. Omne quod bonum est, per hoc est bonum, quod in uno consistit. Malum pluralitas principatuum; unus ergo princeps (De Monarchia).

    Di picciol bene in pria sente sapore,
    Quivi s’inganna e dietro ad esso corre,
    Se guida o fren non torce suo amore.
    Onde convenne leggi per fren porre,
    Convenne rege aver che discernesse
    Della vera cittade almen la torre.
    Le leggi son; ma chi pon mano ad esse?