Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/23

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DISCORSO PRELIMINARE




La storia viene considerata come maestra degli uomini. Solo allora però eglino si terranno veramente guidati ed ammaestrati dalla medesima, quando essa rifulga e per la verità dei racconti, e per l’imparzialità dei giudizìi.

Benchè quella di cui intraprendiamo la trattazione abbracci il breve periodo interceduto dalla morte di Gregorio XVI, il 1 giugno 1846, al ripristinamento del governo pontificio, il 15 luglio 1849, pure nondimeno è a ritenersi d’Anna grandissima importanza, imperocchè la rivoluzione romana, che ne forma il subbietto, ebbe per iscopo precipuo, se ben si considera, la trasformazione sociale per quanto si attiene a politica, la riforma, e se possibile fosse, la distruzione completa del cattolicismo, perciò che alla religione si riferisce.

E siccome il cattolicismo ha innumerevoli seguaci nelle cinque parti in che si divide la terra, le cose di Roma, che del cattolicismo è la sede, non possono non attirare, di necessità, l’interesse del mondo intero. Ora chi non intende di quale alto rilievo sieno i nostri scritti? È ben d’uopo adunque ch’essi innanzi tratto si mostrino ricchi di quelle doti, che sole possono guadagnare ed eccitare un preponderante interesse, ed una ragionata fiducia.

Parecchie storie che a quell’epoca si riferiscono furono già pubblicate, e fra queste primeggiano per rinomanza quelle del Farini, del Gualterio, del Ranalli.