Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/290

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quale il celebre Rossini, rappresentata dal marchese Annibale Banzi, pel tratto da Ancona a Bologna.

La quinta da una società così detta nazionale, presieduta dal principe Conti, e poi dal marchese Potenziani, la quale offeriva di condurre tutte le linee.

La sesta finalmente dal principe Altieri e dal commendator De Rossetti, per la linea da Roma al confine napolitano.

Siccome però con successiva notificazione della segreteria di stato del 26 marzo 1847 venne prorogato fino al 7 maggio il termine delle offerte, così ne venner fuori delle nuove e furono:

Una di un tale abate Pancaldi, che non si ebbe in veruna considerazione.

Altra di una società intitolata «Società romana ed estera delle strade ferrate» sotto il nome del marchese Bourbon del Monte.

Una terza finalmente di una società sotto il nome di Leopoldo Fabri, per il tronco fino a Foligno, ed a certe condizioni anche fino ad Ancona.

In seguito di ciò tre degli antichi concorrenti variavano le loro condizioni. Eran questi i soci della civitavecchiese, quelli della nazionale, e i Bolognesi. Ci asteniamo per brevità dall’accennare in che queste variazioni consistessero.

Avendo però il Santo Padre, nel Consiglio dei ministri tenuto il 22 luglio scorso, decretato alcune massime per condurre la cosa ad un più sollecito sviluppo, le due società Bourbon del Monte, e Carlo Lafitte, Blount e compagni si ritirarono.

Gli offerenti rimasti modificarono in qualche modo le loro offerte, e si ebbe da una parte che la società nazionale per tutte e quattro le linee offeriva in garanzia scudi trecentocinquantamila, mentre dall’altra le tre compagnie offerivano un milione novantaduemila scudi romani oltre un dono pecuniario di scudi centomila per due delle linee soltanto.