Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/37

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discorso preliminare 27

Chi ci assicura che quel governo, pieno di vita e di energia, ma fondato esclusivamente sull’utilismo e sugli interessi materiali, possa andare esente da dissidi e da guerre intestine, che ne vengano lacerando, o per lo meno alterando sostanzialmente l’organismo? In fine sarà dell’America ciò che la Provvidenza vorrà che sia.

Ma noi siamo nel continente europeo, ove stante gli usi introdotti, i costumi prevalenti, M lusso generalizzato, l’amore degli agi della vita, e vorremmo pur dire il sensualismo smodato che ammorba la società, e l’individuale egoismo, che invade tutto le classi, ciò che fu possibile in altri tempi ora noi sarebbe, e la sostituzione delle repubbliche alle monarchie attirerebbe seco guerre civili interminabili e disastrosissime, e farebbe sottentrare non solo alla civiltà la barbarie, ma aprirebbe il varco, come sempre, agli ambiziosi conquistatori, che alle arti di civiltà e di progresso sostituirebbero l’impero tirannico della forza brutale.

Fummo è vero severi nell’appuntare i procedimenti della rivoluzione italiana, non già per lo scopo che proponevasi, ma pei mezzi sleali, di cui si servì per ingannare e compromette il papa, rappresentandolo come il motore della rivoluzione, mentre non lo era, e volendone fare un principe bellicoso, un nuovo Giulio II. Ma come non essere severo contro una sì inqualificabile mostruosità? Come non pronunziarsi contro desideri così temerari e sconnessi? E più sconnesso non potremmo immaginarne di quello, di pretendere che il papa si erigesse in campione di guerra, in fomentatore di ruine, di stragi, e di sangue, esso che fu posto da Dio per sostenere la santità del diritto e della giustizia, per propugnare e diffondere le sane dottrine, l’uomo che in primo grado simboleggia la pace fra gli uomini e fra le nazioni, il nemico e l’avversatore dei tiranni, e il protettore dei deboli e e degli oppressi!

La Provvidenza però ha coordinato le cose in modo,