Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. I).djvu/43

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lettera di giuseppe spada 33

5° Una analisi del processo degli ecclesiastici uccisi in san Calisto.

6° Una simile sulla distruzione, o incendio delle carrozze dei cardinali.

7° Una indicazione cronologica di tutti i ministeri, o degli uomini assunti al potere, dal 1846 al 1849.

Altro lavoro però che credetti più interessante per la sua novità, e per l’effetto che potrebbe risultarne, fu la compilazione di circa trecento biografie di personaggi non romani, ma che venuti in Roma vi esercitarono la loro influenza, durante la rivoluzione, e molti di essi si divisero, chi in un modo, e chi nell’altro il potere.

Lo scopo di questo lavoro b quello di mostrare a tutti, e non con vane assertive e mere declamazioni, ma con documenti irrefragabili, essere stato l’elemento non romano il primo motore della romana rivoluzione, affinchè n’emerga la convinzione che se i Romani non fossero stati eccitati ed aiutati da tali elementi, nulla affatto sarebbe occorso di ciò che tutti vedemmo coi propri occhi, e che indusse in inganno non solo Roma, ma il mondo intero.

Quale poi sia l’interesse che i contemporanei ed i posteri vi rinverrano, non sarà d’uopo di molte parole per farlo comprendere. Vi scorgeranno l’esplicamento di una verità, che quantunque da molti fosse subodorata, e proclamata da altri, cioè l’ingerenza degli estranei nelle cose nostre, pure da niuno era stata con documenti dimostrata.

A dette biografie è preposto un discorso preliminare, o quadro generale e retrospettivo degli avvenimenti, ove in compendio ho raccolto tutto quello che a provare il mio assunto ho giudicato opportuno di sottoporre alla considerazione dei miei lettori.

I mille volumi della mia raccolta sono stati i materiali, di cui mi sono giovato per provare ciò che asserisco.

A tal uopo ho letto le memorie tutte che scrissero il Farini, il Gualterio, il Ranalli, il Montanelli, il Guerrazzi, l’abate Audisio, il Balleydier, il visconte D’Arlincourt, il conte Lubienski, il Torre, il Rusconi, il Grandoni, il Balbo, il d’Azeglio, il Gioberti, il Durando, il Cattaneo, il Gallenga, il Delvecchio, il Valeriani, lo Scalchi, il De-Boni, il P. Ventura, l’abate Coppi, Emilio Dandolo, il generale Roselli, il Veterano Austriaco, il generale Guglielmo Pepe, Pier-Silvestro Leopardi, Giuseppe Massari, Fe-