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Pagina:Storia della rivoluzione di Roma (vol. III).djvu/220

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216 storia

Quanto al Saliceti molte lodi sentimmo di lui per senno, per fermezza di principi, e per probità. È vero però che le sentimmo in un’epoca in cui un solo partito parlava. Pur non ostante eran quelle talmente generalizzate, che se non in tutto, in parte almeno dovevano esser fondate.

Circa agli atti pubblici od alle disposizioni governative trascriveremo qui appresso quanto si fece dal nuoo governo, dal giorno 9 al 15 di febbraio.

Con notificazione del 10 dei ministro delle finanze, fu attivato il settimo corso postale, cioè quello della domenica, cominciando dal giorno 11.1

Con ordine del ministro dell’interno Armellini, del detto giorno, si convocarono i collegi elettorali per gli 11 di marzo, onde eleggere il nuovo Consiglio e la magistratura municipale.2

Accadde che alcuni del popolo interpretando (Dio sa in qual modo) la parola eguaglianza, presero il giorno 11 a dileggiare e minacciare alcuni domestici in livrea, quasi che dovessero sparire tutti i segni indicativi di distinzioni sociali.

Pervenuto l’accaduto a cognizione del prefetto di polizia Mariani, emise un proclama il 12 col quale non solo disapprovava il fatto, ma prometteva punizione ai colpevoli.3

A provvedere poi che la classe degli operai potesse cambiare con facilità i boni del tesoro, frutto della loro mercede, il governo con decreto del 12 fece aprire tre offici di cambia-valute per suo conto, e troviamo che fece benissimo, perchè esercitò ad un tempo un atto di giustizia, di carità e di ordine pubblico.4

Con ordinanza ministeriale del 10 pubblicata il 12, vennero sospese fino al primo lunedi di quaresima le udienze de’ tribunali, meno quelle del tribunale di commercio.5


  1. Vedi Monitore dell’11. — Vedi Atti officiali, n. 3.
  2. Vedi detto del 13. — Vedi Atti officiali, n. 4.
  3. Vedi Monitore del 13 pag. 57.
  4. Vedi Monitore del 13. — Vedi Atti officiali, n. 5.
  5. Vedi Monitore del 12, pag. 55.