Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/102

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96 Progressi e Decadenza dell’Arte

vuto da poterli uguagliare. Egli fu, al dire dello stesso Pausania, quello che introdusse nella scultura l’uso del trapano1, e immaginò il capitello corintio come dice Vitruvio2: altronde veggiamo che il trapano doveva esser già noto all’autore del Laocoonte, che fiorì ne’ più bei tempi dell’arte, come appresso vedremo, e l’ha adoperato ne’ capelli, nella testa, e nelle profonde pieghe del panneggiamento; e Scopa, che è probabilmente l’autore della Niobe, come si dirà parimente a suo luogo, edificò nell’olimpiade xcvi. un tempio con colonne d’ordin corintio3. Dovrebbe per tanto questo Callimaco aver vissuto al tempo de’ più grandi artifti, e prima anche di Scopa, il quale prima fiorì dell’autore del Laocoonte: la qual epoca non si accorda poi coll’ordine, in cui Plinio novera gli artisti. Questo nome altronde se fosse stato scritto ai tempi in cui fu fatto il basso-rilievo, in quella maniera leggerebbesi, ΚΑΛΛΙΜΑΚΗΟΣ4, o Storia delle arti del disegno II p 102.jpg come leggesi su un’iscrizione delle ruine d’Amicla5, e non già ΚΑΛΛΙΜΑΧΟΣ; poichè la X fu immaginata da Simonide6 non prima dell’ olimpiade lxxii., e introdotta in uso pubblico soltanto nell’olimpiade xciv.78. E’ quindi probabile che l’iscrizione siavi stata fatta molto tempo dopo il lavoro


del


  1. Paus. lib. 1. cap. 26. pag. 64. lin. 29. seqq. [ Pausania lo dice inferiore di merito ai più grandi artisti; ma che in diligenza non la cedeva ad alcuno, come dicono anche Vitruvio, e Plinio.
  2. Vitr. lib. 4. cap. 1.
  3. Paus. lib. 8. cap. 45. pag. 693.
  4. V. Reinold. Hist. lit. græc. & lat. pag. 9.
  5. Nouv. tratte de dipl. Tom. I. pl. VI. pag. 616. [ Ho portata questa parola nella forma, che ha in quest’opera dei Maurini, diversa molto da quella data da Winkelmann qui, e nel Trattato prelim. ai Monum. ant. capo IV. pag. LXIII.
  6. Mar. Victorin. De arte gramm. lib. 1. pag. 2459; col. 1.
  7. Vedi appresso lib. IX. capo I. §. 18.
  8. Se Callimaco avesse vissuto in que’ rimoti tempi, ne’ quali da alcuni si fissa la sua epoca, avrebbe potuto benissimo essere scritto il suo nome colla X. Quantunque non iscorgasi quella lettera nella citata antichissima iscrizione, monumento di quasi tremila anni, come già si è detto not. 1. p. 02. dove il nome d’un Callimaco è scritto nella maniera qui disegnata da Winkelmann; ciò non ostante incontrasi la stessa lettera X in tre altre iscrizioni di sette e più secoli anteriori all’era suddetta, le quali scoperte furono dall’abate Fourmont, e pubblicate nell’istoria della real Accademia delle iscrizioni di Parigi Tom. XVI. p. 10. seqq. [ Il che conferma l’opinione di quelli, che presso Plinio lib. 7. cap. 56. sect. 57., la volevano introdotta da Palamede ai tempi della guerra di Troja.