Vai al contenuto

Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/185

Da Wikisource.

d a i   s u o i   p r i n c i p j   ec. 179

sero sempre sott’occhio i funesti monumenti del pericolo a cui era stata esposta la loro libertà, non vollero mai restaurare i tempj che dai Persi erano stati distrutti[1]. Comincia da quest’epoca quel mezzo secolo della greca storia che farà sempre memorabile, cioè dalla fuga di Serse sino alla guerra del Peloponneso[2].

[Incoraggimento delle scienze e delle arti...]

§. 18. E’ questo il tempo in cui parvero tutte mettersi in azione le forze della Grecia, e tutti svilupparsi i talenti di questa nazione. Gli uomini straordinari e gli spiriti sublimi i quali aveano cominciato a formarsi nei primi movimenti che l’amor della libertà avea destati in quelle contrade, tutti comparvero a un tempo stesso. Erodoto nell’olimpiade lxxvii. andò dalla Caria in Elide, e al cospetto della Grecia tutta ivi adunata lesse la sua storia[3]: non molto avanti di lui Ferecide era stato il primo a scrivere in prosa[4]. Eschilo espose al pubblico le prime tragedie regolari in istile sublime, poiché quelle dall’invenzione della scena nell’olimpiade lxi. sinallora non erano state che balli di persone cantanti; e riportonne il premio nell’olimpiade lxxiii. S’incominciò circa questo tempo a cantare i poemi d’Omero, e nell’olimpiade lxix. Cineto siracusano ne fu il primo rapsodista[5]. Allor pure Epicarmo filosofo e poeta diede le prime commedie, Simonide immaginò l’elegia, Gorgia di Leonzio in Sicilia diede una forma scientifica all’eloquenza[6], e a’ tempi di Socrate Antifonte mise in iscritto le orazioni e le arringhe[7]. Le scienze medesime furono allora per la prima volta insegnate pubblicamente in Atene da Anassagora che v’aprì scuo-


Z 2 la


  1. ↑ Paus. lib. 10. cap. 35. pag. 887.
  2. ↑ Thuc. lib. I. cap. 118. pag. 75., Diod. lib 12. princ. pag. 478.
  3. ↑ Vedi sopra pag. 90. not. a., e Dodwello Appar. ad Thucyd. pag. 14.
  4. ↑ Dodwell. loc. cit. pag. 4.
  5. ↑ Schol. Pind. Nem. 2. vers. 1. [ Cineto era di Chio, ora detta Schio, e il primo cantò i poemi d’Omero in Siracusa nella detta olimpiade. Eustazio Comment. in Iliad. princ. e ivi Politi n. 2. pag. 16. Ved. Tomo I. pag. 249.
  6. ↑ Diod. Sic. lib. 12. §. 53. pag. 514.
  7. ↑ Plut. Vitæ X. Rhet. in Antiph. oper, Tom. iI. pag. 832. D.