Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/207

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d a i   s u o i   p r i n c i p j   ec. 201

ca nel ragguaglio degli scavi fatti a’ suoi tempi1. Ciò pure concorda colla favola, secondo la quale i maggiori tra i figliuoli di Niobe furono da Apollo saettati quando si esercitavano a cavalcare ne’ campi, e i più giovani mentre fra di loro lottavano2. Il conoscitore vi scorge in oltre una somiglianza di stile tra queste due e le altre figure del gruppo. Aggiungasi che, se si fosser voluti in quelle rappresentare due lottatori, avrebbe l'artista fatte loro di pancraziaste le orecchie, giacché essi lottano gettati a terra, come i pancraziasti far soleano3. Questa lotta dei due figli di Niobe può chiamarsi un symplegma, col qual nome chiama Plinio4 due consimili lottatori lavorati da Cefissodoro, ed altri due, opera d’Eliodoro; ma non può mai tal nome convenire a due figure in piedi vicine fra di loro, siccome pretendeva il Gori5. Ai figli maggiori vien dato il cavallo, sotto del quale la polvere stessa, che il calpestio solleva, è stata dallo scultore indicata nel sasso su cui il cavallo s’appoggia6. La figura dell’uomo attempato in abito straniero rappresenta un pedagogo, ossia ajo de’ fanciulli; e nello stesso modo vestite sono due simili figure fu un basso-rilievo della villa Borghese, rappresentante la medesima favola, e da me pubblicato ne’ Monumenti antichi7. Quell’abito indica persone di straniero paese, o schiavi, fra i quali sceglievansi coloro che erano destinati alla cura de’ fanciulli8. Tale era Zopiro dato da Pericle ad Alcibiade.

Tom. II C c §. 22. Nel-


  1. Montfauc. Diar. ital. cap. 9. pag.139.
  2. Ovidio Metam. lib. 6. vers. 221. segg.
  3. Mercur. De arte gymnast. lib. 2. c. 9.
  4. lib. 26. cap. 5. sect. 4. §. 6. & 10.
  5. Mus. Etr. Tom. iI. in fine, Tab 200. pag. 438.
  6. Intorno ad esso così scrive il sig. Lanzi loc. cit. cap. 6. pag. 38.: „ Il cavallo ch’era in Roma aggruppato con le statue di Niobe, qui è posto separatamente da ogni altro pezzo. Trovato in altro tempo, ed in altro luogo, non aveva rapporto a quella favola. Non è esso un cavallo, come credevasi, che scosso il cavaliere resti in sua balia. Le redini strette al petto fan conoscere, che vi era una mano, che ve le teneva obbligate; e forse era un Castore, o altro eroe, come vedesi in quegli del Quirinale; a’ quali è tanto simile nella mossa, e tanto vicino nel merito della scultura.
  7. Mon. ant. ined. num. 89.
  8. Eurip. in Med. vers. 53.