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da Alessandro il Grande ec. |
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alleanza che fra di loro faceano i popoli confinanti, e quelli altresì doveano sempre stare in guardia per la vicinanza d’una nazione conquistatrice e possente. I Romani dopo ch’ebbero lungo tempo procurato invano colla direzione di Metello di vivere in buona armonia coi Greci (per quanto almeno scrivono i romani storici), finalmente costretti furono a mandar colà L. Mummio a combatterli, e questi gli sconfisse presso Corinto, prese la città, e come capo della lega achea a suon di trombe la distrusse[1]. Avvenne ciò nell’olimpiade clvi., in quello stesso anno in cui fu conquistata Cartagine[2]. Pel sacco di Corinto vennero dalla Grecia a Roma i primi monumenti dell’arte, pe’ quali magnifico oltre modo fu e sorprendente l’ingresso trionfale di Mummio. Pensa Plinio[3], che il famoso Bacco d’Aristide sia la prima pittura portata dalla Grecia a Roma. Lasciaronsi nella città saccheggiata le statue più antiche, e quelle di legno, fra le quali eranvi un Bacco indorato col volto colorito di rosso[4], un Bellerofonte di legno colle estremità di marmo[5], e un Ercole pur di legno che teneasi come un lavoro di Dedalo[6]. Tutto il resto poi, che agli occhi de’ Romani sembrò di qualche pregio, fu da loro depredato[7], senza eccettuarne[8] gli stessi vasi di bronzo collocati nell’interiore del teatro per accrescere la voce degli attori[9]: cosicchè Polibio, altronde grand’encomiasta de’ Romani, non seppe trattenersi dal biasimarli acremente pel barbaro saccheggio fatto a Corinto[10]. Sebbene però quella città fosse distrutta, non si omisero i giuochi istmici, che ivi celebrarsi solrano, e i Greci ogni
do il P. Corsini Fast. att. Tom. IV. pag. 105. di Roma l’anno 584.
- ↑ Flor. lib. 2. cap. 16.
- ↑ Plin. lib. 33. cap. 3. sect. 18., cap. 11. sect. 53., lib. 34. cap. 2. sect. 3.
- ↑ id. lib. 35. cap. 4. sect. 8.
- ↑ Paus. lib. 2. cap. 2. pag. 115. in fine.
- ↑ Paus. lib. 2. cap. 4. pag. 119. [ Era una Minerva Frenatrice, così detta perchè avea frenato il cavallo Pegaso dato a Bellerofonte.
- ↑ ibid. pag. 121. princ.
- ↑ O rovinato. Floro lib. 2. cap. 16., Strabone lib. 8. pag. 584.
- ↑ Vedi qui avanti pag. 272. not. a.
- ↑ Vitruv. lib. 5. cap. 5.
- ↑ lib. 9. pag. 549.