Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/299

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da Alessandro il Grande ec. 293

§. 25. Colla morte di quello re sembra che perisse pur l’arte greca in Siria; poichè essendo stati costretti i suoi successori, dopo la sconfitta avuta presso Magnesia, di fissare per confine del regno il monte Tauro, e ceder tutto ciò che dianzi possedevano nell’Asia Jonica e in Frigia, fu tolta allora ogni comunicazione colla Grecia; e ’l paese d’oltremonti non era altronde adattato per farvi fiorire una scuola d’artisti greci. Aggiungasi che quello regno erasi sommamente indebolito per la sollevazione d’Arface, che nell’olimpiade cxlii. fondò il regno de’ Parti1. I re di Siria medesimi presero a poco a poco le costumanze de’ Persi e de’ Medi, e in luogo del greco diadema usato dai loro predecessori, si misero in capo la berretta cilindrica de’ Persi detta cidari da’ Greci. Trovasi questa impressa come indizio di regia dignità fu alcune delle loro monete2.

§. 26. Dopo la riferita vittoria riportata da’ Romani su Antioco il Grande nell’olimpiade cxlvii. L. Cornelio Scipione avea fatte trasportare dalla Siria a Roma innumerevoli statue. Le monete de’ successori del suddetto Antioco IV. annunziano già la decadenza delle arti; anzi una del re Filippo, che fu il vigesimo dopo Seleuco, chiaramente dimostra che l’arte più non fioriva alla corte di quel re, e appena direbbesi che la di lui testa nel diritto, e ’l Giove sedente nel rovescio sian lavoro de’ Greci. Non v’è quasi moneta de’ Seleucidi che non sia pel conio inferiore a quelle d’ogni greca città, comunque piccola. Su quelle dei re Parti, che hanno un’epigrafe greca, ed in parte assai bella, vedesi già la barbarie sì nel disegno, che nel conio; eppure è certo che erano lavoro di greci maestri, poiché quei re faceansi una


glo-


  1. Polyb. lib. 10. pag. 598. [ Giustino lib. 41. c. 5. lo mette all’olimpiade cxxxii.; o come altri vogliono nella cxxxiii. Onde converrà dire che sia un altro Arsace, o che vi sia errore nel di lui testo; come nota il Casaubono Histor. Polyb. synops, chronolog. pag. 1053.
  2. Vegg. Tom. I. pag. 154.