Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/337

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p r e s s o   i   R o m a n i   ec. 331

bia con tal corona1; ma è strano che non gli fosse nota una simil testa d’Augusto nella biblioteca di s. Marco a Venezia2: oltre di che tre teste del medesimo imperatore così coronate veggonsi nella villa Albani; e presso il signor generale Walmoden serbasi una così cinta testina d’agata, grossa quanto un melarancio: essa però è sì guasta che appena è restata la capigliatura e gli occhi a cui riconoscere Augusto3.

[...e gemme.]

§. 9. Abbiamo pure alcune gemme che portano il nome di Dioscoride, incisore delle teste d’Augusto, le quali a quell’imperatore4, e quindi a’ suoi successori, eccettuatone Galba, servirono di sigillo. Una di queste gemme5, posseduta dal signor marchese Massimi in Roma, è stata rotta in tre pezzi nel volerla legare in oro. Rimarchevole è qui l’effigie d’Augusto per la barba che ha alquanto lunga, laddove nelle altre sue teste è sbarbato sempre e liscio, ond’è probabile che qui rappresentisi in que’ giorni in cui afflitto per la disfatta di Varo si lasciò crescere la barba, come dicemmo qui avanti6. Con simil barba vedesi nella villa Al-

  1. Ver. illustr. Par. 3. cap. 7. col. 215., & col. 217. Tav. 1. n. 1.
  2. Zanetti Stat. della libr. di s. Marco.
  3. Queste teste ora possono dirsi molte. Una in marmo bianco, parimente con corona civica, fu trovata con altra testa di Annibale, ornata di galea, e della finta barba, e che similmente conservasi nel museo Borgiaro a Velletri, in uno scavo a un miglio e mezzo dalla detta città nella contrada di san Cesale, o San Cesareo, dove è antichissima tradizione dei Velliterni, che fosse l’avito suburbano della famiglia Ottavia di Velletri, ricordato da Suetonio in Aug. cap. 6., per l’educazione, che vi ebbe Ottaviano, e per la opinione, che sin d’allora correva in quella città, che egli vi fosse anche nato. Altra testa di questo imperatore d’eccellente scultura, ma giovane, e senza alcuna corona, fu nel medesimo territorio ritrovata con altre antichità nella contrada di Monte Secco a quattro miglia dalla città, la qual testa ora conservasi nel Museo Pio-Clementino. In questo Museo vi è inoltre una testa di cattivi maniera, in cui Augusto è coronato di spiche, e un’altra che rappresenta il medesimo in età senile, come dicemmo nel Tomo I. p. 369. not. c., colla corona di quercia, in cui sulla fronte è rapresentato Giulio Cesare come in un cameo dello stesso marmo. Vi è anche una di lui statua quasi tutta nuda all’eroica, e un’altra velata in atto di sacrificare, insieme ad una statua feminile in atto di orare colle mani levate in alto secondo il rito degli antichi, come si vede la Pietà nelle medaglie; e può credersi immagine di Livia, moglie di lui; giacchè sono state trovate insieme negli scavi d’Otricoli.
  4. Suet. in Aug. cap. 50.
  5. Data in rame da Stosch Pierr. grav. pl. 25. Altra ne riporta pl. 26. simile a questa, presa dal museo Strozzi.
  6. Daremo in appresso la figura d’una gemma incisa da Dioscoride, rappresentante Mercurio Crioforo, cioè che porta nella sinistra una testa di montone fu un desco. [ Cinque altre gemme col nome di questo artista rappresentanti varj soggetti le dà Stosch pl.

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