Pagina:Storia delle arti del disegno II.djvu/361

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p r e s s o   i   R o m a n i   ec. 355

[Statue tolte alla Grecia.] §. 9. La Grecia trovavasi allora in circostanze sommamente infelici per le arti, poichè sebben Nerone lasciasse, quanto era possibile, godere ai Greci la libertà antica1, pure una volta s’infuriò contro le statue degli atleti coronati ne’ gran giuochi, facendole tutte rovesciare e gettare in luoghi immondi2; e fatto altresì insaziabile per gli altri monumenti dell’arte, ne fece spogliare la Grecia nel tempo che sembrava concederle una libertà tranquilla, avendo a tal oggetto colà spedito Aerato suo iniquo liberto, e certo mezzo saccente per nome Secondo Carinate, i quali tutto ciò che loro piacea trasportavano a Roma3.

§. 10. Nel solo tempio d’Apollo a Delfo furono allora prese cinquecento statue4. Or se si rifletta che questo tempio era già stato dieci volte saccheggiato, e principalmente dai Focesi che nella guerra sacra molte statue vi depredarono5, se ne argomenterà l’innumerevole quantità; anzi molte ancor ve n’erano ai tempi d’Adriano, alcune delle quali vengono rammentate da Pausania. Servirono quelle in gran parte ad ornare la così detta casa aurea di Nerone6.

§. 11. E’ probabile che tra tali statue vi fosse l’Apollo di Belvedere, e ’l supposto Gladiatore della villa Borghese, opera d’Agasia efesino, essendo siate amendue trovate in Anzio7, luogo in cui nato era Nerone8, e per ornare


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  1. Plutarco in Tito Quint. Flamin. oper. Tom. I. pag. 376. D.
  2. Suet. in Neron. cap. 24.
  3. Tacito Annal. lib. 15. cap. 45., l. 16, cap. 23.
  4. Pausan. lib. 10. cap. 7. pag. 813. l. 14.
  5. Strab. lib. 9. pag. 644. princ. [ Ateneo lib. 6. cap. 4. pag. 231. E., Vallois Des richess. du temple de Delphes, Acad. des Inscript. Tom. iiI. Hist. pag. 78.
  6. Nel Trattato prelim. c. IV. pag. XCII. aggiugne Winkelmann, che in quella occasione fosse portata a Roma la Pallade di Endeo, di cui si è parlato qui avanti pag. 166., e cita Pausania lib. 8. cap. 46. pag. 694.; ma questi scrive, che fu Augusto, che ve la portò, e la pose nell’ingresso del suo Foro. Così crede vi fosse portato l’Ercole di Lisippo, e cita Strabone lib. 10.pag. 705. C.; ma egli non dice da chi fosse fatto portare; e non poteva intender di Nerone, perchè scrisse prima di lui, e a’ tempi di Augusto, come dicemmo nel Tom.I. pag. 237. n. 1. col. 2.
  7. Mercati Metalloth. Arm. X. pag. 361., Bottari Museo Capital. Tom. iiI. Tav. 67. pag. 136.
  8. Tacito Annal. lib. 15. cap. 2., e talvolta vi soggiornava, cap. 39., e lib. 14. cap. 4.