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398 Storia delle Arti del Disegno

in oro d’un suo cavallo1, chiamato Volucre per la somma celerità nel correre2.

§. 10. Parlando de’ lavori de’ tempi di M. Aurelio mi sovviene alla mente il suo libro, la cui morale è sana; ma né i pensieri né lo stile sono abbastanza degni d’un principe che vuol essere uomo di lettere3.

[Sotto Commodo.]

§. 11. Sotto Commodo, figliuolo e successore indegno di M. Aurelio, finì l’ultima scuola dell’arte, creata, per così dire, da Adriano, e l’arte stessa perì per non più risorgere se non dopo molti secoli, come un fiume che si perde sotterra e risorge dopo mille miglia. Fa però ancora onore all’arte colui che ha scolpita la bella testa di quest’imperatore in Campidoglio, rappresentatovi nella sua giovinezza4, e forse allorché salì fui trono in età di diciannov’anni5. E’ vero però che quell’artista non ebbe molti eguali, come argomentar lo possiamo dalle teste degl’imperatori seguenti, che a quella non sono paragonabili6. I meda-


glio-


  1. Capitolino nella di lui vita, cap. 6. Tom. I. pag. 422. scrive, che la portava con sé; onde esser doveva non molto grande.
  2. Da una dissertazione mss. del ch. P. M. Capsoni Domenicano rileviamo che la statua posta sulla piazza del duomo a Pavia, di cui parlammo al Capo iI. Lib. VII. p. 48. not. 1., detta volgarmente il Regisole, e trasportata probabilmente da Roma a Ravenna, e di Ravenna a Pavia, rappresenti L. Vero. Montfaucon Diar. ital. cap. 10. pag. 149. prendendola per un M. Aurelio, s’ingannò, com’erasi già ingannato dando lo stesso nome al L. Vero della villa Mattei in Roma. V. Ficoroni Osserv. &c. pag. 31. A molte vicende soggiacque la statua, onde ha molti rappezzamenti; sembra però che antica siane la testa, il busto, parte del panneggiamento, la sinistra, e ’l cavallo, cui gl’intelligenti reputano di lavoro greco. La statua, tranne la bardatura del cavallo, e qualche pezzo rimesso, è di metallo fuso, e non battuto, come altri vollero.
  3. Egli era addetto alla filosofia stoica, e per conseguenza la sua morale, e i suoi pensieri sono alla maniera loro per buona parte erronei, e stravaganti. Vedassi Gian Francesco Buddeo Introductio ad philosophiam Stoicorum ex mente Antonini, Davide Koelero De philosophia Antonini, Hubner Reflexions sur les dogmes de M. Aurele, Bruckero Histor. crit. phil. Tom. iI. per. iI. par. I. lib. 1. cap. iI. sect. 7. §. 14. p. 597., e il ch. P. Buonafede Della istoria, e della indole di ogni filos. Tom. iiI. cap. 45., Tom. IV. c. 60.
  4. Vuol dire quando cominciava a spuntargli la barba, cioè intorno ai 19. anni, come si vede nel marmo; e non vi ha badato il ch. Tiraboschi, il quale nella Storia della Letterat. ital. Tom. iI. lib. iI. cap. X. §. iI. nota su questo luogo, che Commodo non poteva essere altrimenti che giovane, essendo stato ucciso in età d’anni 31.
  5. Bottari Mus. Capit. Tom. iI. Tav. 48.
  6. Nel Tratt. prelim. c. IV. p. XCVIII. in fine, aggiugne Winkelmann, che questo busto può gareggiare coi più bei ritratti che abbiamo, eccettuato fempre il lavoro de’ capelli, il quale essendo fatto quasi col solo trapano, ed eseguito a stento e minutamente, si distingue da’ capelli scolpiti ne’ secoli anteriori. Non esclude da questa osservazionc le più belle teste degli Antonini medesimi, e particolarmente le due celebri di Lucio Ve-