Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/426

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408 D i s s e r t a z i o n e

ce levare in occasione di rifare l’anno 1626. il tetto, che da molto tempo minacciava rovina, mancandovi anche le colonne all’angolo, come dicemmo; e per farne miglior uso, costruendone coll’opera del Bernini la Confessione di s. Pietro in Vaticano, e molti cannoni nel Castel sant’Angelo1. Si trova nelle memorie della fabbrica di s. Pietro, al dire del Venuti2, che tutti i chiodi pesavano 9374. libbre, e i metalli in tutto arrivavano 45000250. libbre. Non so se vi sia compresa la porzione impiegata per il Castello; quale dai conti camerali si ha essere ascesa al pefo di 448286. libbre, che si valutarono circa 67260. scudi; e ne furono fatti 110. pezzi d’artiglieria fra colobrine, cannoni, falconi, falconetti, petardi, ed altri strumenti sino al peso di 410777. libbre, per arrivare al quale vi fu aggiunto altro metallo, che compensasse il calo di quello del Panteon in libbre 44828. alla ragione di un dieci per cento3. Il Pontefice, oltre il tetto del portico, che fece rifare, ed altri miglioramenti, vi fece anche aggiugnere i due campanili; e ad eterna memoria di tutto ciò, e di quell’impiego del metallo, fece affiggere nel portico ai lati della porta due iscrizioni, delle quali daremo la più interessante, che riguarda il metallo, porta alla sinistra di chi entra:


VRBA-
  1. A questo Pontefice si attribuisce anche di aver fatto levare dei travertini dal sepolcro di Cecilia Metella per impiegarli alla fontana di Trevi. Vedi il P. Eschinardi Descr. di Roma, e dell’agro rom. par. 2. cap. 9. pag. 295., il quale aggiugne, che Sisto V. distrusse quel monumento, vale a dire le fortificazioni aggiuntevi, perchè era divenuto ricettacolo de’ banditi.
  2. par. 2. cap. 3. pag. 73.
  3. La somma del metallo tolto dal Panteon, secondo che riferisce il Ficoroni, è di gran lunga minore. Vedi qui avanti Tom. iI. pag. 422. not. b. La spesa fattavi da quel Papa dall’anno 1616. all’anno 1619. tanto per la costruzione delli due campanili, compra de’ legnami per il rifacimento del soffitto, piombo per li campanili, iscrizioni, e varj riattamenti di scarpellino fatti al portico, quanto per le giornate impiegate da diversi uomini, che operarono a levare il metallo dal soffitto, ascese a scudi 15000. in circa, come si ha dai conti camerali. L’iscrizione porta la data dell’anno 1632., perchè allora sarà stato finito tutto il lavoro. Ma poi non intendo come il Papa medesimo non vi facesse rimettere le altre due colonne, che vi furono poste dal Papa Alessandro VII., come dicemmo, alcuni anni dopo.