Pagina:Storia delle arti del disegno III.djvu/471

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che facesse anche questa per un altro vincitore, le statue de’ quali soleano farsi in bronzo, come si rileva dalle tante, che nominano Plinio, e Pausania. Sulla fronte della figura si vedono due punti sollevati, indicati pure nella stampa in rame, che vogliono due punti regolatori lasciativi forse per inavvertenza dall’artista.

III. Statua in marmo bianco maggiore alquanto della grandezza naturale, esistente nella villa Borghese. Rappresenta Apollo in atto di prendersi giuoco a saettare una lucertola rampicata a un albero, detto perciò Saurottono, ossia ammazza lucertole. L’originale fu opera celebre di Prassitele, descritta da Plinio, e da Marziale. Vedi Tom. I. pag. 382., iI. pag. 223. e segg. Winkelmann alla pag. 225. e 316. vorrebbe togliere alla storia degli artisti un altro Prassitele, di cui parla Cicerone1, che perciò vorrebbe li emendarle in Pasitele, credendo che sia il medesimo, di cui parla Plinio2; e anche vorrebbe nel Trattato preliminare ai Monumenti antichi inediti si emendasse Plinio in altro luogo3, ove nomina un Prassitele, vivuto circa i tempi di Pompeo. A me pare che quello non sia il medesimo Pasitele (così dovrà leggersi, ove ne parlai alla detta pag. 225. n. *), del quale Plinio parlò in que’ due altri luoghi; perchè Pasitele lo nomina pure altra volta4; e dal contesto dei di lui discorsi ben si comprende, essere persona diversa da Prassitele, il cui nome è ricordato anche dallo Scoliaste di Teocrito, come osserva il Giunio5. Un Pasitele scultore maestro di Stefano, si ha nella iscrizione posta da questo medesimo Stefano ad una sua statua nuda in marmo, creduta rappresentare uno de’ Tolomei, ora conservata nella villa Albani, e data in rame dal signor abate Marini6, che pur ha notato l’errore di Winkelmann. Non so se sia quello stesso, di cui parla Plinio. Mi pare bensì, che quello fosse contemporaneo di Prassitele; perchè gli fu data la cittadinanza romana insieme ad alcuni popoli della Magna Grecia verso quel tempo; e fece, al dire di Plinio7, una statua di Giove in avorio per il tempio di Metello.


IV.


  1. De divin. lib. 1. cap. 36.
  2. Vedi cit. pag. 225. not. a.
  3. Vedi ivi not. *.
  4. lib. 33. cap. 9. sect. 45.
  5. Catal. archit. ec. pag.176.
  6. Iscr. Albane, cl. 5. n. 147. pag. 173.
  7. lib. 36. cap. 5. sect. 4. §. 12.